The extension of options for all building bonuses
Homeowners can breathe a sigh of relief because the latest draft of the 2022 Budget Law provides for the extension of the options for invoice discounts and/or credit transfers not only for interventions related to the Superbonus but also for the so-called “traditional bonuses” .
The new paragraph 2 of Article 9 of the Budget Bill, which should be approved and sent to the Chambers within the week, in fact:
- provides for the extension until December 31, 2024, of the option to transfer the credit/discount on the invoice for the interventions provided for in paragraph 1 of art. 121 of Legislative Decree no. 34/2020, namely the “traditional building bonuses”;
- At the same time, it postpones, until December 31, 2025 , the possibility of availing of the options under consideration for the interventions mentioned in paragraph 7-bis of the same article 121, relating to the 110% Superbonus.
While these are still preliminary drafts, subject to last-minute corrections, the changes should reflect the final structure that will be submitted to Parliament for approval, thus confirming the government’s awareness of the risk of weakening the scope of housing tax relief. This scenario is crucial for those planning building renovations , ensuring homeowners can finance the work with the applicable tax relief.
Operationally, the extension concerns all “ordinary” building deductions, including in particular:
- the 50% IRPEF tax deduction for building renovation projects pursuant to Article 16-bis of the TUIR, with a spending limit of €96,000;
- the ecobonus referred to in Article 14 of Legislative Decree No. 63/2013, both with reference to the 50-65-70-75% tax deductions and the single 80-85% bonus for interventions on common areas of condominium buildings falling within seismic zones 1, 2, and 3, aimed at both seismic risk reduction and energy requalification;
- the 50-70-75-80-85% earthquake bonus (including the purchase earthquake bonus) provided for by art. 16 , Legislative Decree no. 63/2013;
- The facade bonus referred to in Article 1, paragraphs 219-223 of Law No. 160/2019, ie, the tax deduction for interventions aimed at the recovery or restoration of the external facade of existing buildings, of any cadastral category, including instrumental properties.
For these latter interventions, however, it should be remembered that the budget bill provides for a short extension , of only one year and with a reduction in the rate from 90 to 60% with reference to expenses incurred in 2022.
Compliance check and preventive checks
While the scope for building incentives has significantly widened with the arrival of the long-awaited extension of options, on the other hand, as anticipated in a previous article (see ” 2022 Budget, extension of the 110% Superbonus with staggered deadlines “), the Government is immediately taking action to prevent fraud by tightening the procedures required to benefit from the tax benefits.
In the context of the Council of Ministers n. 46 of Wednesday 10 November, a Legislative Decree was approved , published yesterday in the Official Journal with number 157, aimed at preventing fraud relating to deductions and transfers of credits for construction works by extending the conformity visa:
- in cases where the deduction is reported in the tax return , except in cases where it is presented directly by the taxpayer or through a tax substitute;
- to cases of credit transfer or discount on the consideration relating to tax deductions for construction works other than those that give entitlement to the 110% Superbonus ;
- Qualified technicians are also required to certify the appropriateness of the expenses incurred for all building bonuses.
As expected, therefore, the initial “distrust” towards mechanisms for the immediate and automatic use of tax breaks is overcome only with the introduction of an appropriate safeguard mechanism, such as the extension of the obligation to affix the conformity stamp , a useful tool to at least partially compensate for the impossibility of adequate preventive controls.
Again with the aim of preventing the improper use of incentives ex ante , the Revenue Agency is also empowered to suspend for up to 30 days the effectiveness of communications regarding options and transfers, even subsequent to the first, that present particular risk profiles, identified using criteria related to the different types of credits transferred and referring, for example, to inconsistencies or irregularities in the data indicated in the communications compared to that present in the Tax Registry.
The methods and deadlines for implementing the checks will be established by a provision of the Director of the Revenue Agency.
Con l’ultimo aggiornamento delle FAQ presenti nel proprio sito istituzionale avvenuto lunedì 22 novembre l’Agenzia delle Entrate corre quindi ai ripari, intervenendo a chiarire tali dubbi e dando nuova linfa al sistema di “monetizzazione” indiretta delle agevolazioni fiscali.
Secondo una rigida interpretazione letterale della norma sopra citata, in precedenza avvalorata da parte della stampa specializzata, anche per i bonus diversi dal Superbonus, l’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione ai fini dell’opzione per lo sconto in fattura o cessione del credito avrebbero dovuto applicarsi, in via di principio, a tutte le comunicazioni trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate a decorrere dal 12 novembre 2021 (data di entrata in vigore del D.L. n. 157/2021), indipendentemente dal momento di effettivo sostenimento della spesa.
Come la classica eccezione alla regola, tuttavia, l’Amministrazione finanziaria ritiene meritevole di tutela l’affidamento dei contribuenti in buona fede che abbiano:
• ricevuto le fatture da parte di un fornitore,
• assolto i relativi pagamenti a loro carico,
• esercitato l’opzione per la cessione, attraverso la stipula di accordi tra cedente e cessionario, oppure per lo sconto in fattura, mediante la relativa annotazione,
anteriormente alla data di entrata in vigore del Decreto “Antifrode”, pur non avendo provveduto entro il medesimo termine ad inviare la comunicazione telematica all’Agenzia.
In altri termini, l’obbligo di apposizione del visto di conformità alla comunicazione dell’opzione alle Entrate e dell’asseverazione non operano con riferimento alle spese fatturate e pagate anteriormente al 12 novembre 2021, pur se comunicate successivamente.
Al fine di consentire la trasmissione delle predette comunicazioni l’Amministrazione finanziaria anticipa poi l’opportuno aggiornamento delle procedure telematiche e delle specifiche tecniche che verrà realizzato entro il prossimo 26 novembre.
Con riferimento alle comunicazioni delle opzioni inviate entro l’11 novembre 2021, relative alle detrazioni diverse dal Superbonus, per le quali l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato regolare ricevuta di accoglimento va da sé, anche senza bisogno di chiarimenti, che le stesse non siano interessate alla nuova disciplina di cui al comma 1-ter dell’art. 121 D.L. n. 34/2020. I relativi crediti potranno quindi essere accettati, ed eventualmente ulteriormente ceduti, senza richiedere il visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese, anche dopo l’11 novembre 2021.
Superbonus e visto di conformità: quando è obbligatorio per l’invio del dichiarativo?
La stretta operata dal Decreto “Antifrode” ha riguardato da vicino anche l’ambito applicativo del Superbonus al 110%. Con riferimento alla maxi detrazione l’obbligo di apposizione del visto di conformità è stato esteso:
- non solo all’ipotesi già prevista di opzione per l’utilizzo indiretto del bonus ex art. 121 D.L. n. 34/2020,
- ma anche qualora si intenda riportare l’agevolazione in dichiarazione dei redditi, tranne nei casi in cui la stessa sia presentata direttamente dal contribuente (nuovo comma 11 dell’art. 119 del Decreto “Rilancio”).
Analogamente a quanto sopra evidenziato per i bonus edilizi “tradizionali” diversi dal Superbonus, anche qui secondo una stretta interpretazione del testo normativo l’apposizione del visto di conformità avrebbe dovuto trovare applicazione a tutte le dichiarazioni inviate dopo il 12 novembre, incluse quelle relative al 2020 di prossima scadenza, con la sola eccezione dei modelli 730 trasmessi:
• direttamente dal contribuente,
• oppure tramite il sostituto fiscale che presta assistenza fiscale.
In senso sorprendentemente opposto la risposta dell’Agenzia, in vero non particolarmente chiara, la quale precisa che, fatte salve le sopracitate casistiche di esenzione, “il visto di conformità vada richiesto solo per i dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione”.
Pericolo scampato dunque per le dichiarazioni dei redditi relative al periodo d’imposta 2020 che dovranno essere trasmesse nei prossimi giorni: stando al contenuto della FAQ, infatti, l’apposizione del visto di conformità dovrebbe riguardare solo la documentazione che dà diritto al Superbonus e non anche la relativa dichiarazione.
Sul piano operativo parrebbe inoltre che lo stesso possa essere rilasciato dal professionista abilitato in carta semplice posto che, prosegue l’Agenzia, “il contribuente è tenuto a conservare la documentazione attestante il rilascio del visto di conformità, unitamente ai documenti giustificativi delle spese e alle attestazioni che danno diritto alla detrazione”.
Resta ovviamente fermo l’obbligo di richiedere il visto di conformità sull’intera dichiarazione negli altri casi normativamente previsti (ad esempio, in caso di utilizzo in compensazione i crediti relativi alle imposte sui redditi e IRAP, per importi superiori a 5.000 euro annui), onere che assorbe in questo caso anche l’obbligo incidentale di cui al nuovo comma 11 dell’art. 119 D.L. n. 34/2020, salvo la necessità di procedere ad un maggior grado di approfondimento e indagine nei confronti del cliente in ragione dei nuovi profili di responsabilità introdotti dall’art. 2 del D.L. n. 157/2021, procedendo con un adeguato approccio al rischio.
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