PACE FISCALE EFFETTO ROTTAMAZIONE

PACE FISCALE: EFFETTI SULLA ROTTAMAZIONE

Pace fiscale ed effetti sulla rottamazione

Oggi scade il termine per effettuare il versamento della quinta ed ultima rata della rottamazione delle cartelle riguardante i carichi 2000- 2016 e la seconda rata riguardante i carichi 2017. La scadenza è importante in quanto il mancato versamento anche di una sola rata determina la decadenza dai benefici. In tale ipotesi torneranno ad essere dovute le sanzioni piene oltre gli interessi di mora.

Nel frattempo i contribuenti sono in fibrillazione perché attendono il decreto legge collegato alla Manovra economica 2019. Il provvedimento dovrebbe essere molto corposo e contenere, oltre ad un “pacchetto” sulle semplificazioni, anche la tanto attesa “pace fiscale”. I contribuenti sfogliano la margherita per comprendere cosa fare per ciò che riguarda la scadenza di oggi. In particolare, si interrogano sul da farsi cercando di comprendere se versare o meno la rata in scadenza.

Non è facile prendere una decisione anche perché durante questi giorni si sono susseguite e si sono accavallate una serie di notizie contrastanti che potrebbero favorire, a seconda dei casi, l’una o l’altra scelta. Esaminiamo punto per punto quali possono essere gli elementi in grado di condizionare la decisione finale.

Il limite della “pace fiscale”
Indipendentemente da ogni valutazione i contribuenti devono essere consapevoli della circostanza che il legislatore fisserà una soglia massima per fruire della “pace fiscale”. Inizialmente, almeno secondo uno dei due schieramenti politici coinvolti sembrava che il predetto limite dovesse essere pari a un milione di euro. In altri casi si è parlato di un limite molto più basso di 100.000 euro. E’ possibile che ci si incontri a metà strada prevedendo un limite pari a 500.000 euro.

Dovrà poi essere compreso come la soglia sarà determinata. E’ possibile che si faccia riferimento alle sole imposte, ad eccezione delle fattispecie che interessano esclusivamente le sanzioni. In ogni caso, laddove la rottamazione dovesse riguardare importi molto elevati, il contribuente potrebbe di fatto aver superato la soglia massima, salvo il caso in cui il limite non debba essere calcolato sull’importo residuo a debito.

Il mancato pagamento della rottamazione
Una delle possibilità allo studio riguarda il differimento delle rate delle diverse rottamazioni in scadenza. Oltre alla quinta rata della definizione delle cartelle riguardanti il periodo 2000/2016, oggi scade anche la seconda rata della rottamazione della cartelle i cui importi sono stati affidati per la riscossione al concessionario dal 1 gennaio al 30 settembre 2017.
In generale si sta pensando di prevedere una proroga delle rate in scadenza, ma anche di “ripescare” i contribuenti che hanno aderito al provvedimento e che hanno omesso il versamento di una o più rate. In questo caso, laddove le misure dovessero essere confermate, il mancato pagamento delle rate in scadenza oggi 1° ottobre non darà presumibilmente luogo alla decadenza dai benefici.

L’accesso alla “pace fiscale”
Quella precedentemente illustrata è solo una delle possibilità. Non si può escludere completamente, però, che il mancato pagamento delle rate aventi scadenza in data odierna, determini la decadenza dalla “rottamazione”. In tale ipotesi saranno sicuramente dovute le sanzioni e gli interessi di mora dovuti al mancato pagamento della cartella. Non si può neppure escludere che il decreto legge collegato alla Manovra economica contenga una disposizione che impedisca ai contribuenti decaduti dalla rottamazione (a causa del mancato o tardivo pagamento di una delle rate) di accedere alla “pace fiscale.