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Flat tax: “saltano” i precedenti limiti per fruire del nuovo forfetario

Una piccola “rivoluzione” del regime forfetario introdotto dalla legge n. 190/2014 e non solo l’incremento della soglia di ricavi o di compensi a 65.000 euro. E’ questa la previsione contenuta nella legge di Bilancio relativa al 2019 che dovrà essere approvata entro la fine dell’anno.

Il legislatore intende disporre la sostituzione integrale dei commi 54 e 55 della citata legge del 2014. Ad esempio non sarà più necessario verificare che nell’anno precedente le spese sostenute per i lavoratori dipendenti, o per i collaboratori, non abbiano superato la soglia di 5.000 euro. Non assumerà più alcuna rilevanza il costo complessivo dei beni strumentali che, prima della modifica in commento, non doveva essere superiore a 20.000 euro (alla chiusura dell’esercizio).

Si prevede anche la parziale modifica delle condizioni che impediranno l’accesso al “nuovo” regime forfetario. Le condizioni previste dall’art. 1, comma 57, lett. a), b) e c) della legge n. 190/2014 sono rimaste pressoché immutate.

Non possono applicare il regime forfetario le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o forfetari per la determinazione del reddito. Sono esclusi dal “nuovo” regime forfetario anche i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno stato membro della UE, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto.

Le principali novità riguardano le successive lettere d) e d – bis) completamente sostituite. Come attualmente previsto, anche in futuro non sarà possibile accedere al regime forfetario se i contribuenti (professionisti ed imprenditori individuali) parteciperanno contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o ad imprese familiari di cui all’art. 5 del TUIR. Sotto questo profilo la disposizione non risulta modificata. Vengono però introdotte due limitazioni nuove. Il mero possesso di una partecipazione in una società a responsabilità limitata impedisce di fruire del regime forfetario. Attualmente, invece, la condizione ostativa trova applicazione solo se il possesso della quota di partecipazione riguarda una società a responsabilità limitata che si avvale del regime di trasparenza di cui all’art. 116 del TUIR. E’ una condizione nuova, che quindi impedisce l’accesso al forfait, anche quella della contemporanea partecipazione ad associazioni in partecipazione.

Per quanto riguarda la lett. d – bis) la disposizione attualmente in vigore prevede che non possono accedere al regime forfetario i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente (di cui all’art. 49 del TUIR) e assimilati (di cui all’art. 50 del TUIR, ad esempio redditi di pensione), eccedenti l’importo di 30.000 euro. La verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

In base alla nuova disposizione è irrilevante di per sé l’ammontare del reddito di lavoro dipendente o assimilato percepito. La nuova norma si preoccupa di verificare che il rapporto di lavoro dipendente, non sia stato trasformato un’attività “fittiziamente” di lavoro autonomo al solo fine di beneficiare della tassazione più favorevole. Non sarà così possibile fruire del regime forfetario per i soggetti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati, di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR e che esercitano attività d’impresa, o arti e professioni prevalentemente nei confronti anche di uno dei datori di lavoro dei due anni precedenti o, in ogni caso, nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili. Ad esempio se l’80 per cento degli incassi proviene dall’emissione delle fatture nei confronti dell’ex datore di lavoro, tale situazione costituisce una causa ostativa all’accesso al regime forfetario. Invece non è una causa ostativa il mero possesso di redditi di lavoro dipendente indipendente, come ricordato, dall’ammontare dello stesso.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida aggiornata delle agevolazioni fiscali riconosciute per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

IN SINTESI:

  1.  sono detraibili nella misura del 50 per cento le spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96mila euro per unità immobiliare, sostenute dai contribuenti che possiedono o detengono l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi;
  2. la misura è stata prorogata da ultimo fino al 31 dicembre 2018 dall’art. 1, comma 3 , lettera b), n. 1), della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018);
  3. tra gli interventi agevolabili, la lettera h) del citato art. 16-bis del Tuir comprende quelli “relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia”, prevedendo che tali opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie, acquisendo un’idonea documentazione attestante il conseguimento di “risparmi energetici” in applicazione della normativa vigente;
  4. con riferimento alla possibilità di riconoscere tale detrazione per l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito tra l’altro che:
    a. a tale domanda va data risposta affermativa (Risoluzione 2 aprile 2013, n. 22/ECircolare 27 aprile 2018, n. 7/E);
    b. a tal fine, è peraltro necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc.) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente a servizio dell’abitazione;
    c. la detrazione in esame non è comunque cumulabile con le tariffe incentivanti, mentre può essere cumulata con il meccanismo dello scambio sul posto e del ritiro dedicato;
    d. la detrazione non può essere riconosciuta qualora la cessione dell’energia prodotta in eccesso configuri esercizio di attività commerciale (come, ad esempio, nell’ipotesi di impianto con potenza superiore a 20 kw e di impianto con potenza non superiore a 20 kw che non sia posto a servizio dell’abitazione);
    e. l’agevolazione spetta anche per l’installazione di un sistema di accumulo, semprechè tale intervento sia contestuale o successivo all’installazione dell’impianto fotovoltaico (in tal senso si richiama anche la Circolare 27 aprile 2018, n. 7/E). Il limite di spesa ammesso alla detrazione (pari a 96mila euro) rimane unico, e riguarda sia l’impianto fotovoltaico che il sistema di accumulo

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decreto legge fiscale

Consiglio dei Ministri, Comunicato Stampa 15 ottobre 2018

In data 15 ottobre 2018 sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri i ha approvato il decreto legge fiscale con i seguenti provvedimenti:

  1. decreto legge fiscale: Disposizioni urgenti in materia fiscale;
  2. decreto legge fiscale: Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili;
  3. Disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021.

 

Diverse le misure contenute nel decreto legge fiscale collegato, con il quale sono state approvate le disposizioni sulla “Pace fiscale” e alcune importanti semplificazioni inerenti la fatturazione. In particolare:

  • la sanatoria dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (rottamazione delle cartelle ter);
  • regolarizzazione delle violazioni commesse nelle dichiarazioni presentate entro il 31 ottobre 2017 tramite una dichiarazione integrativa, nel limite di 100mila euro per singola imposta e per periodo di imposta e comunque non oltre il 30% di quanto già dichiarato;
  • lo stralcio automatico delle micro cartelle di importo non superiore a 1.000, risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010;
  • la definizione agevolata delle liti pendenti;
  • la definizione agevolata di inviti al contraddittorio, avvisi di accertamento, atti di adesione dell’Agenzia delle entrate e pvc;
  • l’ inapplicabilità delle sanzioni per il primo semestre 2019 (01/01/2009 – 30/06/2019) per emissione tardiva della fattura elettronica, sempreché tale emissione venga effettata entro i termini previsti per la liquidazione periodica IVA e riduzione delle sanzioni al 20% se la fattura viene emessa tardivamente, ma entro la liquidazione periodica del mese o trimestre successivo;
  • a partire dal 1° luglio 2019, l’emissione e trasmissione della fattura al SdI entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione;
  • l’ annotazione sul registro IVA vendite delle fatture emesse entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
  • l’abrogazione dell’obbligo di numerazione progressiva delle fatture passive (protocollo) da annotare sul registro Iva acquisti;
  • la detrazione IVA acquisti: possibilità per il cessionario/committente di computare l’IVA addebitatagli in fattura nella liquidazione del periodo in cui l’operazione si considera effettuata e, conseguentemente, l’imposta è diventata esigibile per il soggetto emittente la fattura stessa, a condizione che la fattura sia recapitata entro i termini di liquidazione e sia stata debitamente registrata;
  • la fattura elettronica obbligatoria solo per i soggetti nazionali e per quelli stabiliti nel territorio nazionale, mentre viene meno l’obbligo, inizialmente previsto, per i soggetti identificati.

 

Oltre al decreto legge fiscale collegato alla Manovra, il Consiglio dei Ministri ha approvato anche il disegno di legge di Bilancio. Tra le principali novità fiscali del provvedimento si segnalano le seguenti:

  • l’introduzione della flat tax per partite Iva e piccole imprese, con estensione delle soglie minime del regime forfettario fino a 65 mila euro e la previsione di un’aliquota piatta al 15%;
  • la riduzione dal 24% al 15% dell’Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per garantire assunzioni stabili, incentivando gli investimenti e l’occupazione stabile;
  • l’introduzione di incentivi fiscali per le imprese che riducono l’inquinamento, usando tecniche di produzione con minori emissioni (“Ires verde”);
  • la previsione di una cedolare fissa al 21% anche sui nuovi contratti di affitto degli immobili commerciali, come i capannoni;
  • l’introduzione di incentivi fiscali importanti per le imprese che assumeranno manager dell’innovazione altamente qualificati;
  • il potenziamento del fondo per il microcredito alle imprese;
  • l’introduzione del reddito di cittadinanza, con la previsione che nessun cittadino abbia un reddito mensile inferiore ai 780 euro, aumentati in base al numero dei componenti della famiglia;
  • l’introduzione della pensione di cittadinanza, con l’innalzamento delle pensioni minime fino a 780 euro, con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è;

lo stanziamento di un fondo da 1,5 miliardi per il risarcimento delle vittime di crisi bancarie.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute su premi e vincite di lotterie, spettacoli di abilità e simili

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte sulle vincite e sui premi corrisposti nel corso del mese di agosto ed inerenti a lotterie, tombole, pesche di beneficenza, giochi di abilità radiotelevisivi e/o in altre manifestazioni e altre fattispecie assimilate.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando i seguenti codici tributo:

  • 1046 – Ritenute su premi delle lotterie, tombole, pesche o banchi di beneficenza;
  • 1047 – Ritenute su per giochi di abilità in spettacoli radiotelevisivi e in altre manifestazioni;
  • 1048 – Ritenute su altre vincite e premi.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute sui redditi di lavoro dipendente, autonomo e provvigioni

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte, operate nel mese di settembre, sui redditi derivanti da:

  1. compensi per prestazioni di lavoro dipendente e assimilato a lavoro dipendente;
  2. compensi per prestazioni di lavoro autonomo corrisposti a professionisti, artisti, inventori e a lavoratori autonomi occasionali;
  3. provvigioni inerenti a rapporti di commissioni, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari;
  4. compensi per prestazioni di lavoro autonomo, anche non abituali, derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere rientranti nella categoria dei redditi diversi;
  5. corrispettivi per prestazioni relative a contratti di appalto di opere e servizi, anche se rese a terzi o nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa nei confronti di condomini.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, riportando i seguenti codici tributo:

  • 1001 – Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e relativo conguaglio;
  • 1012 – Ritenute su indennità per cessazione rapporto di lavoro;
  • 1040 – Ritenute su redditi di lavoro autonomo, compensi per l’esercizio di arti e professioni;
  • 1040 – Ritenute su provvigioni per rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione e di rappresentanza;
  • 1019 – Ritenute del 4% operate dal condominio quale sostituto d’imposta a titolo di acconto dell’IRPEF dovuta dal percipiente;
  • 1020 – Ritenute del 4% operate all’atto del pagamento da parte del condominio quale sostituto d’imposta a titolo di acconto dell’IRES dovuta dal percipiente.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Il versamento delle ritenute da parte del condomino deve essere eseguito dai condomini tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’Amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli. L’inosservanza di tale norma comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute su indennità per cessazione di rapporto di lavoro

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte sulle indennità per la cessazione di rapporti di lavoro dipendente (Tfr-trattamento di fine rapporto).

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1012 – Ritenute su indennità per cessazione di rapporto di lavoro e prestazioni in forma di capitale soggette a tassazione separata.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute su interessi e redditi di capitali

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte su interessi e su redditi di capitale vari, diversi dai dividendi, corrisposti e/o maturati nel corso del mese di settembre.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo:

  • 1024 – Ritenute su proventi indicati sulle cambiali;
  • 1025 – Ritenute su obbligazioni e titoli similari;
  • 1029 – Ritenute su interessi e redditi di capitale dovuti da soggetti non residenti;
  • 1030 – Ritenute su redditi di capitale diversi dai dividendi;
  • 1031 – Ritenute su redditi di capitale di cui al codice 1030 e interessi non costituenti redditi di capitale a soggetti non residenti;
  • 1032 – Ritenute su proventi da cessioni a termine di obbligazioni e titoli similari;
  • 1043 – Proventi soggetti a ritenuta di imposta corrisposti da organizzazioni estere di imprese residenti;
  • 1058 – Ritenute su plusvalenze cessioni a termine di valute estere.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute su dividendi e utili

Attività – Pagamento delle ritenute alla fonte sugli ammontari corrisposti nel corso del trimestre solare luglio-agosto-settembre inerenti a:

  • dividendi di azioni estere pagati a privati, a fondi immobiliari, a soggetti esenti Ires;
  • dividendi e simili da società residenti su partecipazioni non qualificate pagati a soggetti esenti da Ires;
  • dividendi e simili distribuiti da società residenti per le partecipazioni non qualificate pagati a privati o a fondi comuni d’investimento;
  • dividendi pagati a non residenti in relazione alle partecipazioni non inerenti a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta (società di capitali ed enti commerciali, istituti di credito e altri intermediari residenti per i dividendi esteri).

Modalità – Il pagamento va eseguito esclusivamente in via telematica, utilizzando il Modello F24, e specificando gli appropriati codici tributo e cioè:

  • 1035 – dividendi e simili distribuiti da società residenti su partecipazioni non qualificate corrisposti a privati o a fondi comuni d’investimento;
  • 1035 – dividendi e simili da società residenti su partecipazioni non qualificate corrisposti a soggetti esenti da Ires;
  • 1035 – dividendi di azioni estere corrisposti a privati, a fondi immobiliari, a soggetti esenti Ires;
  • 1036 – dividendi pagati a non residenti in relazione a partecipazioni non relative a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute su redditi derivanti da riscatti polizze vita

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte sui redditi di capitale corrisposti e/o maturati nel corso del mese di settembre e derivanti da riscatti e/o da scadenze di polizze vita che sono state stipulate entro il 31 dicembre 2000, tenendo presente che si deve ritenere escluso l’evento morte.

Soggetti obbligati – Imprese di assicurazione.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1680 – Ritenute operate sui capitali corrisposti in dipendenza di assicurazioni sulla vita.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute sui pignoramenti presso terzi

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte sui pignoramenti presso terzi riferite al mese precedente che sono state operate a titolo di acconto dell’Irpef dovuta dal creditore pignoratizio, su somme liquidate a seguito di specifiche procedure.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1049 – Ritenuta operata a titolo d’acconto Irpef dovuta dal creditore pignoratizio.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenuta locazioni brevi per intermediari e portali online

Attività – Versamento delle ritenute, in misura pari al 21%, operate a settembre relativamente ai contratti di locazione “breve” per i quali l’intermediario immobiliare o il gestore del portale telematico è intervenuto nella fase di pagamento.

Le “locazioni brevi” sono quei contratti di affitto di durata non superiore a 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell’attività d’impresa, direttamente o tramite intermediari, anche online, inclusi quelli che prevedono la fornitura di biancheria e la pulizia dei locali.
La ritenuta, da versare entro il 16 del mese successivo a quello in cui è effettuata, viene operata a titolo di imposta in caso di opzione per la cedolare secca ovvero a titolo di acconto se il beneficiario non sceglie, in sede di dichiarazione dei redditi, di applicare il regime della cedolare.

Soggetti obbligati – Esercenti attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online, se intervengono nel pagamento o incassano i corrispettivi della locazione breve.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1919 – Ritenuta operata all’atto del pagamento al beneficiario di canoni o corrispettivi, relativi ai contratti di locazione breve –articolo 4, comma 5, decreto legge 24 aprile 2017, n. 50.

La ritenuta va calcolata sull’importo del canone o corrispettivo lordo indicato nel contratto di locazione breve; non devono essere assoggettati a ritenuta eventuali penali o caparre o depositi cauzionali (si tratta di somme di denaro diverse ed ulteriori rispetto al corrispettivo).
Nella compilazione del modello F24, oltre al codice tributo, va riportato anche il mese/anno cui si riferisce la ritenuta.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute su indennità di esproprio occupazione

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte sulle indennità di esproprio e/o occupazione corrisposte nel corso del mese di settembre.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1052 – Indennità di esproprio occupazione.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute su contributi corrisposti a imprese

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte sui contributi corrisposti ad imprese nel corso del mese di settembre da parte di Regioni, Province e/o Comuni, nonché da altri enti pubblici.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1045 – Ritenute su contributi corrisposti da regioni, province, comuni ed altri enti pubblici.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Versamento ritenute emolumenti arretrati

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte sugli emolumenti arretrati operate nel corso del mese di settembre.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1002 – Ritenute su emolumenti arretrati.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle ritenute si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Ritenute sui bonifici per ristrutturazione

Attività – Versamento delle ritenute alla fonte operate nel corso del mese di settembre sui bonifici disposti dai contribuenti che intendono beneficiare di oneri deducibili o per i quale compete la detrazione d’imposta.

Soggetti obbligati – Banche e Poste italiane.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1039 – Ritenuta operata da Banche o da Poste italiane S.p.A. all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi a bonifici disposti per beneficiare di oneri deducibili e detrazioni d’imposta.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Addizionale regionale Irpef

Attività – Versamento della rata o quota dell’addizionale regionale dell’Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati sulle competenze del mese di settembre.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 3802 – Addizionale regionale all’Irpef-sostituti d’imposta.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Addizionale comunale Irpef  – Versamento rata

Attività – Versamento della rata o quota dell’addizionale comunale dell’Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati sulle competenze del mese settembre.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 3848 – Addizionale comunale all’Irpef trattenuta dal sostituti d’imposta-Saldo.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Addizionale stock options

Attività – Versamento dell’addizionale sui compensi erogati a titolo di bonus e stock options dal sostituto d’imposta nel corso del mese di settembre.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24 utilizzando i seguenti codici tributi:

  • 1001 – Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive e relativo conguaglio;
  • 1601- Retribuzioni pensioni trasferte mensilità aggiuntive e relativo conguaglio impianti in Sicilia;
  • 1901 –Retribuzioni pensioni trasferte mensilità aggiuntive e conguaglio impianti in Sardegna;
  • 1920 – Retribuzioni pensioni trasferte mensilità aggiuntive e relativo conguaglio impianti in Valle d’Aosta;
  • 1301 – Retribuzioni pensioni trasferte mensilità aggiuntive e conguagli Sicilia Sardegna e Valle d’Aosta impianti fuori regione.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Imposta sostitutiva su plusvalenze in regime di risparmio amministrato

Attività – Versamento dell’imposta sostitutiva applicata sull’entità delle plusvalenze per cessioni a titolo oneroso di partecipazione da parte degli intermediari risultanti in sede di applicazione del regime del risparmio amministrato nel corso del mese di agosto (secondo mese precedente rispetto a quello in corso).

Soggetti obbligati – Banche, Sim, società di gestione del risparmio, società fiduciarie ed altri intermediari autorizzati.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 1102 – Imposta sostitutiva su plusvalenze per cessione a titolo oneroso di partecipazioni da parte degli intermediari.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

IMPOSTE DIRETTE – Imposta sostitutiva sul risultato maturato in regime di risparmio gestito

Attività – Versamento dell’imposta sostitutiva applicata sul risultato maturato della gestione patrimoniale in sede di regime del risparmio gestito nell’ipotesi di revoca intervenuta nel corso del mese di agosto (secondo mese precedente rispetto a quello in corso).

Soggetti obbligati – Banche, Sim e società fiduciarie.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo “1103 – Imposta sostitutiva sui risultati da gestione patrimoniale”.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Imposta sostitutiva su premi di risultato

Attività – Versamento dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali sui compensi accessori del reddito di lavoro dipendente in relazione alle somme erogate ai lavoratori nel corso del mese di settembre in relazione a premi di risultato.

Soggetti obbligati – Sostituti d’imposta.

Modalità – Versamento con il modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 1053 – Imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali comunali e regionali sui compensi accessori del reddito di lavoro dipendente;
  • 1305 – Imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali comunali e regionali sui compensi accessori del reddito di lavoro dipendente, versata in Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta e maturata fuori dalle predette regioni;
  • 1904 – Imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali comunali e regionali sui compensi accessori del reddito di lavoro dipendente, maturati in Sardegna e versata fuori regione;
  • 1604 – Imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali comunali e regionali sui compensi accessori del reddito di lavoro dipendente, maturati in Sicilia e versata fuori regione;
  • 1905 – Imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali comunali e regionali sui compensi accessori del reddito di lavoro dipendente, maturati in Valle d’Aosta e versata fuori regione.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Tobin tax – Versamento

Attività – Versamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. “Tobin tax”) relativa alle operazioni effettuate nel corso del mese precedente.

Soggetti obbligati – Banche, società fiduciarie e imprese di investimento abilitate all’esercizio professionale nei confronti del pubblico nonché altri soggetti che comunque intervengono nell’esecuzione delle operazioni, compresi gli intermediari non residenti.

Modalità – Versamento mediante il modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 4058: Imposta sulle transazioni di azioni e di altri strumenti partecipativi (art. 1, comma 491, legge n. 228/2012);
  • 4059: Imposta sulle transazioni relative a derivati su equity (art. 1, comma 492, legge n. 228/2012);
  • 4060: Imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative ad azioni e strumenti partecipativi (art. 1, comma 495, legge n. 228/2012).

Per consentire la corretta indicazione in F24 del rappresentante fiscale tenuto al versamento per conto degli intermediari e degli altri soggetti non residenti nel territorio dello Stato, ovunque localizzati, privi di stabile organizzazione in Italia, è stato istituito il codice identificativo “72” denominato “rappresentante fiscale”.
I soggetti non residenti tenuti al versamento dell’imposta, che non dispongono di un c/c presso sportelli bancari o postali situati in Italia e che non possono eseguire il pagamento con modello F24 effettuano il versamento mediante bonifico in “EURO” a favore del Bilancio dello Stato al Capo 8 – Capitolo 1211.
I soggetti non residenti tenuti al versamento dell’imposta ed esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione, indicano le proprie generalità in luogo del codice fiscale, ove non ne siano in possesso. I codici IBAN sono pubblicati sul sito internet della Ragioneria Generale dello Stato – Ministero dell’Economia e delle finanze www.rgs.mef.gov.it.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Dichiarazione redditi – Modello Redditi ENC – Versamento

Attività – Versamento, relativo alle imposte (IRES e IRAP) a titolo di saldo 2017 e di primo acconto 2018:

  • della quinta rata, con interesse pari all’1,15%, per chi ha effettuato il versamento della prima rata entro il 2 luglio;
  • della quarta rata, con interesse pari allo 0,66%, per chi ha effettuato il versamento della prima rata entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40%.

E’ possibile, per coloro che hanno scelto il versamento rateale con maggiorazione dello 0,4%, optare per la rideterminazione del piano rateale in 4 rate anziché 5, evitando il versamento della seconda rata il 20 agosto (D.P.C.M. 10 agosto 2018).
In tal caso, va versata la terza rata, con la maggiorazione dello 0,40%, con interesse pari allo 0,62%.

Soggetti obbligati – Enti non commerciali ed equiparati, titolari di partita Iva.

Modalità – Il versamento va fatto con il modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 2003-Ires-saldo;
  • 2001-Ires acconto-prima rata;
  • 3800-Imposta regionale sulle attività produttive-saldo;
  • 3812-Irap acconto-prima rata.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Modello Redditi SP – Versamento rate

Attività – Versamento, relativo alle imposte (IRPEF e IRAP) a titolo di saldo 2017 e di primo acconto 2018:

  • della quinta rata, con interesse pari all’1,15%, per chi ha effettuato il versamento della prima rata entro il 2 luglio;
  • della quarta rata, con interesse pari allo 0,66%, per chi ha effettuato il versamento della prima rata entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40%.

E’ possibile, per coloro che hanno scelto il versamento rateale con maggiorazione dello 0,4%, optare per la rideterminazione del piano rateale in 4 rate anziché 5, evitando il versamento della seconda rata il 20 agosto (D.P.C.M. 10 agosto 2018).
In tal caso, va versata la terza rata, con la maggiorazione dello 0,40%, con interesse pari allo 0,62%.

Soggetti obbligati – Società di persone ed equiparati, titolari di partita IVA, tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi modello Redditi 2018.

Modalità – Il versamento va fatto con il modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 4001-Irpef-saldo;
  • 4033-Irpef-acconto-prima rata;
  • 3800-Imposta regionale sulle attività produttive-saldo;
  • 3812-Irap acconto-prima rata;
  • 3801-Addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • 3843-Addizionale comunale all’Irpef – autotassazione – acconto;
  • 3844-Addizionale comunale all’Irpef – autotassazione – saldo;
  • 4200-Acconto imposte sui redditi sottoposti a tassazione separata;
  • 1100-Imposta sostitutiva su plusvalenza per cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate;
  • 1793 -Imposta sostitutiva sul regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità – acconto prima rata
  • 1795-imposta sostitutiva sul regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità – saldo.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Dichiarazione redditi – Modello Redditi SC – Versamento rate

Attività – Versamento, relativo alle imposte (IRES e IRAP) a titolo di saldo 2017 e di primo acconto 2018:

  • della quinta rata, con interesse pari all’1,15%, per chi ha effettuato il versamento della prima rata entro il 2 luglio;
  • della quarta rata, con interesse pari allo 0,66%, per chi ha effettuato il versamento della prima rata entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40%.

E’ possibile, per coloro che hanno scelto il versamento rateale con maggiorazione dello 0,4%, optare per la rideterminazione del piano rateale in 4 rate anziché 5, evitando il versamento della seconda rata il 20 agosto (D.P.C.M. 10 agosto 2018).
In tal caso, va versata la terza rata, con la maggiorazione dello 0,40%, con interesse pari allo 0,62%.

Soggetti obbligati – Soggetti Ires con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

Modalità – Il versamento va fatto con il modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 2003 – Ires – saldo;
  • 2001 – Ires acconto – prima rata;
  • 3800 – Imposta regionale sulle attività produttive – saldo;
  • 3812 – Irap acconto – prima rata.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IMPOSTE DIRETTE – Dichiarazione redditi – Modello Reddito PF – Versamento rate

Attività – Versamento, relativo alle imposte (IRPEF e IRAP) a titolo di saldo 2017 e di primo acconto 2018:

  • della quinta rata, con interesse pari all’1,15%, per chi ha effettuato il versamento della prima rata entro il 2 luglio;
  • della quarta rata, con interesse pari allo 0,66%, per chi ha effettuato il versamento della prima rata entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40%.

E’ possibile, per coloro che hanno scelto il versamento rateale con maggiorazione dello 0,4%, optare per la rideterminazione del piano rateale in 4 rate anziché 5, evitando il versamento della seconda rata il 20 agosto (D.P.C.M. 10 agosto 2018).
In tal caso, va versata la terza rata, con la maggiorazione dello 0,40%, con interesse pari allo 0,62%.

Soggetti obbligati – Le persone fisiche, titolari di partita IVA, tenuti alla presentazione del modello Redditi PF 2018.

Modalità – Il versamento va fatto con il modello F24 utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 4001-Irpef-saldo;
  • 4033-Irpef-acconto-prima rata;
  • 3800-Imposta regionale sulle attività produttive-saldo;
  • 3812-Irap acconto-prima rata;
  • 3801-Addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • 3843-Addizionale comunale all’Irpef – autotassazione – acconto;
  • 3844-Addizionale comunale all’Irpef – autotassazione – saldo;
  • 4200-Acconto imposte sui redditi sottoposti a tassazione separata;
  • 1100-Imposta sostitutiva su plusvalenza per cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate;
  • 1793 -Imposta sostitutiva sul regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità – acconto prima rata;
  • 1795-imposta sostitutiva sul regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità – saldo.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IVA – Dichiarazione annuale IVA – Versamento rata

Attività – Versamento della ottava rata, con la maggiorazione per interessi di dilazione, dell’Iva inerente l’anno d’imposta 2017 risultante dalla dichiarazione annuale.

Soggetti obbligati – Soggetti Iva esercenti attività d’impresa, arte o professioni.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando i codici tributo:

  • 6099 – Versamento Iva sulla base della dichiarazione annuale;
  • 1668 – Interessi di dilazione.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

IVA – Liquidazione Iva periodica – Soggetti mensili

Attività – Liquidazione e versamento dell’ammontare di Iva a credito dell’Erario relativa al mese di settembre.

Soggetti obbligati – Soggetti Iva esercenti attività d’impresa, arte o professioni in regime mensile.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 6009 – Versamento Iva mense settembre.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

TASSE E IMPOSTE VARIE – Imposta sugli intrattenimenti

Attività – Versamento dell’imposta sugli intrattenimenti inerenti alle iniziative svolte con carattere di continuità nel corso del mese di agosto da parte dei soggetti che esercitano attività di intrattenimento o altre attività similari.

Soggetti obbligati – Soggetti che esercitano attività di intrattenimento.

Modalità – Versamento con il modello F24, specificando il codice tributo 6728 – Imposta sugli intrattenimenti.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

16 ottobre – Martedì

ACCISE – Accise

Attività – Liquidazione e pagamento delle accise sui prodotti immessi in consumo nel corso del mese di settembre.

Soggetti obbligati – I soggetti obbligati al versamento delle accise, sono:

  • il titolare del deposito fiscale dal quale avviene l’immissione in consumo e, in solido, i soggetti che si siano resi garanti del pagamento ovvero il soggetto nei cui confronti si verificano i presupposti per l’esigibilità dell’imposta;
  • il destinatario registrato che riceve i prodotti soggetti ad accisa alle condizioni di cui all’art. 8 del D.Lgs. n. 504/1995;
  • e, relativamente all’importazione di prodotti sottoposti ad accisa;
  • il debitore dell’obbligazione doganale individuato in base alla relativa normativa e, in caso di importazione irregolare, in solido, qualsiasi altra persona che ha partecipato all’importazione.

Modalità – Versamento con il modello F24-Accise.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

20 ottobre – Sabato

IVA – Soggetti che hanno aderito al MOSS – Dichiarazione e versamento Iva

Attività – Presentazione in forma telematica, di apposita dichiarazione, relativa al terzo trimestre, al fine di assolvere l’adempimento previsto dall’art. 74-quinquies, comma 6, D.P.R. n. 633/1972.

Entro lo stesso termine va effettuato il versamento dell’IVA trimestrale.

Soggetti obbligati – Soggetti che aderiscono al regime facoltativo Moss per servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici prestati a persone che non sono soggetti passivi Iva (B2C) stabiliti in altri Stati membri.

Modalità – Il soggetto registrato, accedendo alla propria area riservata e seguendo le istruzioni ivi fornite, deve presentare, anche in mancanza di operazioni, la dichiarazione Iva Moss compilando l’apposito schema online.

La dichiarazione deve contenere l’indicazione del numero identificativo Iva, del periodo di riferimento, della valuta utilizzata e delle prestazioni effettuate, suddivise per ciascuno Stato membro del consumatore.

Dalla dichiarazione trimestrale devono risultare, tra l’altro, l’ammontare delle prestazioni di servizi effettuate, le aliquote applicate in relazione allo Stato membro di domicilio o residenza dei committenti e l’IVA dovuta in ciascuno Stato. In assenza di operazioni, la dichiarazione va, comunque, presentata con saldo pari a zero.

Il versamento dell’imposta risultante dalla dichiarazione va fatto:

  1. per i soggetti registrati al Regime Ue, accedendo alla propria area riservata e seguendo le istruzioni ivi fornite, con addebito sul proprio conto corrente postale o bancario;
  2. per i soggetti registrati al Regime non Ue e per quelli che non sono in possesso di conto bancario o postale in Italia, mediante bonifico su un conto aperto presso la Banca d’Italia, il cui codice Iban è disponibile sul Portale Moss.

22 ottobre – Lunedì

IVA – Misuratori fiscali

La data originaria di scadenza è il 20 ottobre e slitta in quanto cade di sabato.

Attività – Invio, mediante trasmissione telematica, dei dati inerenti al terzo trimestre dell’anno 2018.

Soggetti obbligati – Soggetti obbligati all’adempimento sono i laboratori di assistenza e di manutenzione dei misuratori fiscali.

Modalità – I laboratori di assistenza e manutenzione su misuratori fiscali devono procedere ad effettuare la trasmissione telematica relativa al trimestre solare precedente dei dati inerenti ai misuratori fiscali.

25 ottobre – Giovedì

IMPOSTE DIRETTE – Modello 730 – Integrativo

Attività – Presentazione al Centro di assistenza fiscale (CAF) del modello 730 “integrativo” da parte di coloro che hanno presentato il modello 730 e si accorgono di non aver fornito alcuni elementi da indicare nella dichiarazione che non incidono sulla determinazione dell’imposta o che comportano un rimborso o un minor debito fiscale.

Soggetti obbligati – I contribuenti che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale e hanno presentato il modello 730.

Modalità – Consegna diretta al Centro di assistenza fiscale (CAF).

25 ottobre – Giovedì

TASSE E IMPOSTE VARIE – Elenchi Intrastat – Periodicità mensile e trimestrale

Attività – Presentazione degli elenchi riepilogativi (Intrastat) relativi:

  • al mese di settembre (soggetti mensili);
  • al terzo trimestre (soggetti trimestrali).

A partire 2018:
– ai fini fiscali, permane soltanto l’obbligo di trasmissione degli elenchi riepilogativi concernenti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di soggetti UE;
– non vanno presentati gli elenchi riepilogativi – aventi periodi di riferimento a partire da tale data – concernenti gli acquisti intracomunitari di beni e le prestazioni di servizi ricevute.
Devono essere presentati ai soli fini statistici:
– gli elenchi riepilogativi relativi agli acquisti di beni (Modello INTRA 2bis) qualora l’ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 200.000 euro.
– gli elenchi riepilogativi relativi agli acquisti di servizi (Modello INTRA 2quater) qualora l’ammontare totale trimestrale di detti acquisti sia, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, uguale o superiore a 100.000 euro.
Inoltre, per gli elenchi riepilogativi relativi alle cessioni di beni (Modello INTRA 1bis), la compilazione è facoltativa per i soggetti che presentano detti elenchi con periodicità mensile, che non hanno realizzato in alcuno dei quattro trimestri precedenti cessioni intracomunitarie di beni per un ammontare totale trimestrale uguale o superiore a 100.000 euro.

Soggetti obbligati – Operatori intracomunitari (iscritti al Vies) tenuti all’adempimento mensile, in quanto risultano aver posto in essere cessioni/acquisti di beni e servizi resi/ricevuti superiori a euro 50.000,00 nel corso del precedente trimestre solare e/o in uno dei quattro trimestri precedenti.

Modalità – Trasmissione esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle dogane tramite il servizio Telematico Doganale E.D.I.-Electronic Data Interchange oppure all’Agenzia delle entrate degli elenchi riepilogativi delle cessioni e/o degli acquisti intracomunitari di beni, nonché delle prestazioni di servizi intracomunitarie.

29 ottobre – Lunedì

TASSE E IMPOSTE VARIE – Prelievo erariale unico apparecchi da intrattenimento

La data originaria di scadenza è il 28 ottobre e slitta in quanto cade di domenica.

Attività – Pagamento della terza rata del V periodo contabile (settembre-ottobre), pari al 25% del PREU dovuto per il III periodo contabile (maggio-giugno).

Soggetti obbligati – Esercenti attività di intrattenimento (concessionario di rete) ai quali Aams-Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato ha rilasciato il nulla osta per gli apparecchi e i congegni da divertimento per il gioco lecito.

Modalità – Il pagamento deve essere eseguito, utilizzando il Modello F24, esclusivamente in via telematica, specificando il codice tributo: “5159-prelievo erariale unico ed interessi – V periodo contabile – sugli apparecchi e congegni da gioco di cui all’art. 110, c.6, del TULPS (risoluzione n. 239/E del 6 settembre 2007)”.

La misura del PREU è determinata in misura pari al 19,25% (per le slot machine ex art. 110, comma 6, lett. a) TULPS) e 6,25% (per le videolottery ex art. 110, comma 6, lett. a) TULPS) dell’ammontare delle somme giocate, dal 1° settembre 2018 al 30 aprile 2019 (art. 9, comma 6, D.L. n. 87/2018).

31 ottobre – Mercoledì

COMUNICAZIONI – Comunicazione periodica intermediari finanziari

Attività – Termine ultimo per la Comunicazione, all’Anagrafe tributaria, dei dati relativi ai soggetti con i quali sono stati intrattenuti rapporti di natura finanziaria. La comunicazione si riferisce ai nuovi rapporti, alle modifiche ed alle cessazioni relative al mese precedente.

Soggetti obbligati – Operatori finanziari indicati all’art. 7, comma 6 D.P.R. 605/1973.

Modalità – Trasmissione esclusivamente in via telematica.

31 ottobre – Mercoledì

COMUNICAZIONI – Bonus autotrasportatori per consumi gasolio 3° trimestre

Attività – Gli esercenti attività di autotrasporto possono fruire del bonus fiscale relativo ai consumi di gasolio effettuati tra il 1° luglio e il 30 settembre dell’anno in corso, mediante la presentazione di un’apposita dichiarazione.

Soggetti obbligati – Hanno diritto al beneficio fiscale:

  • gli esercenti l’attività di autotrasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate;
  • gli enti pubblici e le imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al D.Lgs. 19 novembre 1997, n. 422, e relative leggi regionali di attuazione;
  • le imprese esercenti autoservizi di competenza statale, regionale e locale di cui alla legge 28 settembre 1939, n. 1822, al regolamento (CEE) n. 684/92 Consiglio, del 16 marzo 1992, e successive modificazioni, e al citato D.Lgs. n. 422 del 1997;
  • gli enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone.

Modalità – L’istanza va presentata, alternativamente:

  • in formato cartaceo (anche utilizzando l’apposito software messo a disposizione sul sito web delle dogane; in tal caso, vanno consegnati contestualmente la dichiarazione e i relativi dati salvati su apposito supporto informatico: CD-rom, DVD, pen drive USB);
  • in via telematica (per i soggetti già abilitati al Servizio Telematico Doganale – E.D.I.; quest’ultimo obbligatorio per gli autotrasportatori comunitari).

Per la predisposizione dei file relativi alle dichiarazioni da inviare a mezzo del servizio telematico, l’Agenzia precisa che è possibile:

  • utilizzare il software, presente sul sito delle Dogane,

oppure

  • fare riferimento al “tracciato record”, pubblicato sul sito delle Dogane nella sezione, per predisporre autonomamente i file da inviare.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Modello 770/2018 – Presentazione

Attività – Presentazione all’Agenzia delle entrate della dichiarazione dei sostituti d’imposta inerente l’anno 2017.

Soggetti obbligati – I sostituti d’imposta per quanto attiene alle ritenute operate su dividendi, sui proventi da partecipazione, sui redditi di capitale, sulle operazioni di natura finanziaria e sulle indennità di esproprio, nonché ai versamenti effettuati, alle compensazioni operate e ai crediti d’imposta utilizzati.

Modalità – Invio telematico del modello direttamente o tramite un intermediario abilitato (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).

Il Modello 770 è composto dal frontespizio e dai quadri SF, SG, SH, SI, SK, SL, SM, SO, SP, SQ, SS, DI, ST, SV, SX e SY.
Entro la stessa data del 31 ottobre è possibile inviare le Certificazioni Uniche (mod. CU) contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione precompilata.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Modello Redditi PF e SP – Presentazione

Attività – Termine ultimo per la presentazione del modello Redditi PF e SP relativo all’anno d’imposta 2017.

Soggetti obbligati – Sono tenute all’adempimento le persone fisiche, le società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate.

Modalità – La dichiarazione, da presentare per via telematica all’Agenzia delle Entrate, può essere trasmessa secondo una delle seguenti modalità:

  • direttamente dal contribuente, tramite i servizi telematici delle Entrate;
  • tramite intermediari abilitati (professionisti, associazioni di categoria, CAF, altri soggetti abilitati).

È, inoltre, possibile consegnare la dichiarazione ad un ufficio locale dell’Agenzia delle entrate abilitato a fornire il servizio telematico.

Per maggiori dettagli vedi l’Approfondimento.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Modello Redditi SC – Presentazione

Attività – Termine ultimo per la presentazione del modello Redditi SC relativo all’anno d’imposta 2017 per i soggetti che hanno chiuso il periodo d’imposta il 31/12/2017.

Soggetti obbligati – Soggetti Ires con periodo d’imposta o esercizio sociale coincidente con l’anno solare.

Modalità – La presentazione del modello Redditi SC deve avvenire esclusivamente in via telematica diretta o mediante intermediari abilitati.

Per maggiori dettagli vedi l’Approfondimento.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Modello Redditi ENC – Presentazione

Attività – Termine ultimo per la presentazione del modello Redditi ENC relativo all’anno d’imposta 2017 per i soggetti che hanno chiuso il periodo d’imposta il 31/12/2017.

Soggetti obbligati – Enti pubblici e privati diversi dalle società, compresi i trust, soggetti all’Ires, nonché società ed enti non residenti soggetti all’IRES.

Modalità – La dichiarazione, da presentare per via telematica all’Agenzia delle entrate, può essere trasmessa secondo una delle seguenti modalità:

  • direttamente dal contribuente, tramite i servizi telematici delle Entrate;
  • tramite intermediari abilitati (professionisti, associazioni di categoria, CAF, altri soggetti abilitati).

Per maggiori dettagli vedi l’Approfondimento.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Dichiarazione IRAP – Presentazione

Attività – Termine ultimo per la presentazione della dichiarazione annuale IRAP relativa l’anno d’imposta 2017.

Soggetti obbligati – Contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione IRAP.

Modalità – La dichiarazione IRAP, da presentare in via telematica all’Agenzia delle entrate, può essere trasmessa secondo una delle seguenti modalità:

  • direttamente dal contribuente, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate;
  • tramite intermediari abilitati (professionisti, associazioni di categoria, CAF, altri soggetti abilitati).

Per maggiori dettagli vedi l’Approfondimento.

31 ottobre – Mercoledì

COMUNICAZIONI – Remissione in bonis

Attività – Termine ultimo, per “sanare” l’eventuale omessa o tardiva effettuazione di comunicazioni o altri adempimenti di natura formale alla cui preventiva presentazione è subordinato l’accesso a benefici fiscali o regimi fiscali opzionali.

Soggetti obbligati – Contribuenti interessati alla fruizione di benefici fiscali ovvero di regimi fiscali opzionali.

Modalità – Al fine di sanare la violazione il soggetto interessato deve:

  • essere in possesso dei requisiti sostanziali richiesti dalla norma di riferimento;
  • effettuare la comunicazione (o l’adempimento) richiesto, entro il termine di presentazione della prima dichiarazione fiscale utile;
  • versare “contestualmente”, mediante F24, la sanzione minima di euro 250, senza possibilità di compensazione con eventuali crediti d’imposta disponibili.

Inoltre, analogamente a quanto previsto per il ravvedimento operoso, è necessario che:

  • ·      la violazione non sia già stata oggetto di contestazione;
  • ·      non siano iniziati accessi/ispezioni/verifiche o altra attività amministrativa di accertamento della quale il contribuente abbia avuto formale conoscenza.

     Cosa cambia

A decorrere dall’11 giugno 2018, per il versamento occorre utilizzare i suddetti codici tributo esclusivamente nel modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE):
– 8114 denominato “Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, d.lgs. n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del d.l. n. 16/2012 – REMISSIONE IN BONIS”;
– 8115 denominato “Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, d.lgs. n. 471/1997, dovuta ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del d.l. n. 16/2012 – REMISSIONE IN BONIS 5 per mille.

31 ottobre – Mercoledì

COMUNICAZIONI – Opzioni Iva ed imposte dirette

Attività – Comunicazione, in via telematica, dell’esercizio o della revoca dell’opzione per i soggetti che non presentano la dichiarazione dei redditi.

Soggetti obbligati – Contribuenti che, con comportamenti concludenti, hanno di fatto esercitato o revocato l’opzione per regimi di determinazione dell’Iva e/o delle imposte dirette o per regimi contabili diversi da quelli ordinariamente loro applicabili.

Modalità – I soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA effettuano la comunicazione nella dichiarazione stessa.

I soggetti esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA annuale effettuano la comunicazione con le stesse modalità e termini previsti per la presentazione della dichiarazione dei redditi utilizzando la specifica modulistica relativa alla dichiarazione annuale IVA.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Trasparenza fiscale, consolidato fiscale e tonnage tax – Esercizio opzione

Attività – Esercizio dell’opzione in materia di:

  • trasparenza fiscale;
  • consolidato nazionale;
  • tonnage tax.

Soggetti obbligati – Sono tenuti all’adempimento i soggetti che possono fruire dei tre regimi fiscali.

Modalità – L’opzione va comunicata nel quadro OP del modello Redditi SC, senza necessità di alcun ulteriore adempimento.

31 ottobre – Mercoledì

COMUNICAZIONI – Soggetti che effettuano operazioni in oro

Attività – Termine ultimo per la presentazione all’Ufficio Italiano Cambi (UIC) della dichiarazione relativa le operazioni effettuate nel mese precedente di valore pari o superiore a euro 12.500,00.

Soggetti obbligati – I soggetti persone fisiche nell’esercizio d’impresa, arte o professione o le persone giuridiche che hanno effettuato nel mese transazioni in oro da investimento e in materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale, nel territorio dello stato o con l’estero, di importo superiore ad euro 12.500.

Modalità – Le operazioni vengono trasmesse telematicamente alla UIF (Unità di Informazione Finanziaria) utilizzando le funzionalità disponibili sul portale Infostat-UIF.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Contratti di locazione – Registrazione e/o versamento tributo

Attività – Pagamento dell’imposta di registro sui contratti di locazione stipulati con data 1 ottobre o rinnovati tacitamente a decorrere dalla medesima data (i nuovi contratti di locazione, dopo la corresponsione dell’imposta autoliquidata, devono essere registrati nel termine di 30 giorni dalla data dei medesimi).

Soggetti obbligati – Titolari di contratti di locazione che non hanno esercitato l’opzione per l’applicazione della cedolare secca di cui all’art. 3 del D.Lgs. 23/2011.

Modalità – Il pagamento dell’imposta di registro va fatto utilizzando il modello “F24 Elide”.

Sanzioni – L’omessa registrazione del contratto è soggetta ad una sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta dovuta. Se la richiesta di registrazione è effettuata con ritardo non superiore a 30 giorni, si applica la sanzione amministrativa dal 60% al 120% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di 200 euro.

31 ottobre – Mercoledì

TASSE E IMPOSTE VARIE – Imposta di bollo – dichiarazione assegni circolari

Attività – Presentazione della dichiarazione dell’imposta di bollo inerente agli assegni circolari di competenza del trimestre solare precedente (mesi di luglio, agosto e settembre).

Soggetti obbligati – Aziende e istituti di credito.

Modalità – La dichiarazione dell’imposta di bollo relativa agli assegni circolari deve essere presentata all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate.

31 ottobre – Mercoledì

IVA – Rimborsi infrannuali

Attività – Presentazione dell’istanza modello IVA TR di rimborso infrannuale del credito Iva relativo al terzo trimestre 2018.

Soggetti obbligati – I contribuenti Iva che hanno realizzato nel corso del terzo trimestre 2018 un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e che intendono chiedere in tutto o in parte il rimborso o l’utilizzo in compensazione per pagare anche altri tributi, contributi e premi.

Modalità – Il modello Iva TR deve essere presentato telematicamente entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento e, quindi, per il secondo trimestre 2018, entro la data in esame, direttamente o tramite intermediari abilitati.

31 ottobre – Mercoledì

IVA – Scheda carburanti – Annotazione numero dei chilometri del periodo

Attività – Prima della registrazione, l’intestatario del mezzo di trasporto utilizzato nell’esercizio d’impresa, deve procedere ad annotare sulla scheda carburanti il numero dei chilometri rilevabile, alla fine del mese o del trimestre, dall’apposito dispositivo esistente nel veicolo.

Soggetti obbligati – Soggetti Iva esercenti attività d’impresa.

Modalità – Annotazione del dato risultante dal contachilometri (non dei chilometri percorsi nel periodo – mese o trimestre – di validità della scheda).

31 ottobre – Mercoledì

TASSE E IMPOSTE VARIE – Tasse automobilistiche

Attività – Versamento della tassa inerente alle autovetture e agli autoveicoli ad uso promiscuo con:

  • potenza fiscale superiore a 9 CV se l’immatricolazione è avvenuta entro il 31 dicembre 1997;
  • potenza effettiva superiore a 35 KW o a 47 CV se l’immatricolazione risulta attivata dopo il 31 dicembre 1997;

il cui precedente pagamento è scaduto nel mese di settembre.

Soggetti obbligati – Soggetti proprietari di autovetture ed autoveicoli.

Modalità – La corresponsione della tassa può risultare eseguita presso:

  • le delegazioni dell’Automobile Club Italia;
  • le agenzie di pratiche auto incaricate;
  • i tabaccai compilando le apposite schede distinte in (Scheda A: per autovetture ed autoveicoli ad uso promiscuo soggetti al pagamento della tassa in misura piena – Scheda B: per autoveicoli ed autovetture che beneficiano di un particolare trattamento fiscale (es.: taxi), per gli altri veicoli (es.: autobus, autocarri, rimorchi, ciclomotori, ecc.);
  • gli uffici postali utilizzando l’apposito bollettino preintestato alla Regione (con specificazione del relativo numero di conto corrente).

31 ottobre – Mercoledì

IVA – Acquisti intracomunitari – Modello Intra-12

Attività – Invio telematico della dichiarazione mensile degli acquisti intracomunitari di beni registrati con riferimento al secondo mese precedente, da parte di soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato effettuati, da Enti non soggetti passivi IVA e dagli agricoltori e versamento dell’imposta in relazione agli acquisti dichiarati.

Soggetti obbligati – Sono tenuti alla presentazione del modello INTRA 12 e al relativo versamento gli enti non commerciali (art. 4, comma 4, D.P.R. n. 633/1972), non soggetti passivi d’imposta, ed i produttori agricoli esonerati (art. 34, comma 6 D.P.R. n. 633/1972).

Modalità – Presentazione telematica.

Per il versamento della relativa imposta va utilizzato il codice tributo 6043.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Versamento rata definizione agevolata dei ruoli (rottamazione bis)

Attività – Termine ultimo per il versamento della:

  • terza rata per la definizione agevolata dei ruoli (rottamazione cartelle) affidati al concessionario della riscossione dal 1° gennaio 2017 al 30 settembre 2017;
  • prima rata per la definizione agevolata dei ruoli affidati al concessionario della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2016.

Soggetti obbligati – Contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata.

Modalità – È possibile effettuare il versamento mediante:

  • il portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it;
  • la App EquiClick;
  • gli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione;
  • gli sportelli bancari e gli uffici postali;
  • l’home banking;
  • i punti Sisal e Lottomatica;
  • i tabaccai convenzionati con Banca 5;
  • gli sportelli bancomat (ATM) che hanno aderito ai servizi CBILL e gli sportelli postamat (ATM) di Poste Italiane.

Per aderire al servizio di addebito diretto su conto corrente è necessario che la richiesta di attivazione del mandato, nel rispetto delle procedure e degli adempimenti previsti dal sistema interbancario, venga presentata alla banca del titolare del conto almeno 20 giorni prima della scadenza della rata. Diversamente, il pagamento della rata dovrà essere eseguito con una delle altre modalità.

Sanzioni – In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme affidate all’agente della riscossione, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione.

In tal caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’agente della riscossione prosegue l’attività di recupero e il cui pagamento non potrà essere rateizzato.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Voluntary disclosure-frontalieri – Versamento

Attività – Termine ultimo per il versamento della seconda rata relativa alla procedura di collaborazione volontaria per regolarizzare attività depositate e somme detenute alla data del 6 dicembre 2017 (data di entrata in vigore della legge n. 172/2017 di conversione del D.L. n. 148/2017), in violazione degli obblighi di dichiarazione (Modello RW).

La procedura si perfeziona con il versamento del 3%, a titolo di imposte, sanzioni ed interessi, del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 delle somme oggetto di regolarizzazione.

Soggetti obbligati

  • residenti fiscali in Italia, ovvero i loro eredi, in precedenza residenti all’estero, iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE);
  • soggetti che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zona di frontiera o in Paesi limitrofi.

Modalità – Il versamento va fatto con il mod. F24 Versamenti con elementi identificativi (F24 ELIDE), utilizzando il seguente codice tributo:

  • “8080” denominato “Versamento delle imposte, sanzioni ed interessi ai fini della regolarizzazione delle attività depositate e delle somme detenute all’estero – articolo 5-septies del decreto legge n. 148/2017”.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Dichiarazione redditi – Modello Reddito PF – Versamento rate

Attività – Pagamento, per i soggetti non titolari di partita IVA, delle somme dovute per Irpef e/o Irap a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018 e se ne ricorrono i presupposti dell’IVA a saldo 2017:

  • senza maggiorazione: quinta rata con interessi dello 1,30%;
  • con maggiorazione dello 0,4%: quarta rata con interessi dello 0,77%.

Soggetti obbligati – Le persone fisiche, non titolari di partita IVA, tenuti alla presentazione del modello Redditi PF 2018.

Modalità – Versamento utilizzando il modello F24 specificando i relativi codici tributo tra cui:

  • 4001-Irpef-saldo;
  • 4033-Irpef-acconto-prima rata;
  • 3801-Addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • 3843-Addizionale comunale all’Irpef – autotassazione – acconto;
  • 3844-Addizionale comunale all’Irpef – autotassazione – saldo;
  • 4200-Acconto imposte sui redditi sottoposti a tassazione separata;
  • 1100-Imposta sostitutiva su plusvalenza per cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Dichiarazione redditi – Modello Reddito SP – Versamento rate

Attività – Pagamento, per i soggetti non titolari di partita IVA, delle somme dovute per Irpef e/o Irap a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018 e se ne ricorrono i presupposti dell’IVA a saldo 2017:

  • senza maggiorazione: quinta rata con interessi dello 1,30%;
  • con maggiorazione dello 0,4%: quarta rata con interessi dello 0,77%.

Soggetti obbligati – Le società di persone fisiche ed enti equiparati non titolari di partita IVA, tenuti alla presentazione del modello Redditi SP 2018.

Modalità – Versamento utilizzando il modello F24 specificando i relativi codici tributo tra cui:

  • 4001-Irpef-saldo;
  • 4033-Irpef-acconto-prima rata;
  • 3801-Addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  • 3843-Addizionale comunale all’Irpef – autotassazione – acconto;
  • 3844-Addizionale comunale all’Irpef – autotassazione – saldo;
  • 4200-Acconto imposte sui redditi sottoposti a tassazione separata;
  • 1100-Imposta sostitutiva su plusvalenza per cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate.

Sanzioni  In caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento diretto delle imposte si applica la sanzione amministrativa del 30% delle somme non versate.

Ravvedimento operoso – E’ possibile regolarizzare gli errori, le omissioni e i versamenti usufruendo del ravvedimento operoso.

In tal caso, vanno versati, oltre all’imposta dovuta, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

31 ottobre – Mercoledì

IMPOSTE DIRETTE – Assicurazioni – versamento imposta inerente ai premi e agli accessori

Attività – Determinazione e pagamento da parte degli assicuratori dell’imposta dovuta sui premi ed accessori incassati nel corso del precedente mese di settembre e sugli eventuali conguagli di tributo dovuti per il mese di agosto.

Soggetti obbligati – Compagnie ed imprese di assicurazione.

Modalità – Versamento utilizzando il modello F24-Accise, esclusivamente in via telematica.

   

L’Approfondimento
Modello Redditi 2018 – Presentazione entro il 31 ottobre 2018

Entro il 31 ottobre 2018, le persone fisiche, le società di persone, le società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare e gli enti non commerciali devono trasmettere, telematicamente, la dichiarazione dei redditi 2017 (Modello Redditi 2018).
Il termine quest’anno è stato fissato al 31 ottobre (rispetto alla tradizionale scadenza del 30 settembre) per evitare sovrapposizione con altri adempimenti in calendario a settembre ed, in particolare, con la scadenza dello spesometro (trimestrale o semestrale) anch’essa fissata il 30 settembre.
La dichiarazione va trasmessa esclusivamente in modalità telematica, direttamente o mediante un intermediario abilitato.
Sempre entro il 31 ottobre 2018 va presentata anche la dichiarazione IRAP.

Soggetti interessati ed esclusi

Sono interessati alla presentazione della dichiarazione Modello Redditi:

  • le persone fisiche e le società di persone soggette all’IRPEF;
  • le società di capitali soggette all’IRES;
  • gli enti non commerciali.

Per queste due ultime categorie, la scadenza del 31 ottobre interessa solo le società ed enti con esercizio coincidente con l’anno solare.

Modalità di presentazione

La dichiarazione dei redditi, oltre a residuali ipotesi per le persone fisiche in cui è possibile, entro il 30 giugno, presentarla in modalità cartacea, deve essere presentata in modalità telematica:

  1. direttamente a cura del dichiarante;
  2. tramite un intermediario abilitato (art. 3, comma 3, D.P.R. n. 322/1998);
  3. tramite società appartenenti al gruppo (art. 3, comma 2-bis, D.P.R. n. 322/1998).

Presentazione diretta

Nel caso in cui il contribuente decida di presentare direttamente la dichiarazione, può utilizzare i servizi telematici Entratel o Fisconline in base ai requisiti posseduti per il conseguimento dell’abilitazione.

Trasmissione mediante intermediari abilitati

Sono “intermediari abilitati” (art. 3, comma 3, D.P.R. n. 322/1998) gli appartenenti alle seguenti categorie:

  • iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro;
  • iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli dei periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria;
  • iscritti negli albi degli avvocati;
  • iscritti nel registro dei revisori contabili;
  • associazioni sindacali di categoria tra imprenditori;
  • associazioni che raggruppano prevalentemente soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;
  • Caf – dipendenti e Caf – imprese;
  • coloro che esercitano abitualmente l’attività di consulenza fiscale;
  • notai iscritti nel ruolo indicato nell’art. 24 della legge 16 febbraio 1913, n. 89;
  • iscritti negli albi dei dottori agronomi e dei dottori forestali, degli agrotecnici e dei periti agrari.

Gli intermediari sono obbligati a trasmettere, all’Agenzia delle entrate per via telematica:

  • le dichiarazioni da loro predisposte per conto del dichiarante;
  • le dichiarazioni predisposte dal dichiarante stesso e per le quali hanno assunto l’impegno alla presentazione per via telematica.

Con provvedimento 9 marzo 2018, l’Agenzia delle entrate ha individuato nuove tipologie di incaricati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni ammettendo:
– le società tra professionisti iscritte all’albo dei Dottori commercialisti ed esperti contabili;
– le società tra professionisti iscritte all’albo dei Consulenti del lavoro.

Trasmissione tramite società appartenenti al gruppo

Nell’ambito di gruppi societari in cui almeno una società o ente sia obbligato alla presentazione delle dichiarazioni per via telematica, la trasmissione delle stesse può essere effettuata da uno o più soggetti dello stesso gruppo esclusivamente attraverso il servizio telematico Entratel.

Il “gruppo” può essere formato da enti (anche non commerciali) o società (sia di capitali che di persone) controllanti e controllate.

Modalità operative

In caso di presentazione telematica, la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate.

La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata sempre per via telematica.

Il servizio telematico restituisce, immediatamente dopo l’invio, un messaggio che conferma solo l’avvenuta ricezione del file e in seguito fornisce all’utente un’altra comunicazione attestante l’esito dell’elaborazione effettuata sui dati pervenuti, che, in assenza di errori, conferma l’avvenuta presentazione della dichiarazione.

Documenti che devono rilasciare gli intermediari

Quando

Cosa va rilasciato

Contestualmente alla ricezione della dichiarazione o all’assunzione dell’incarico per la sua predisposizione

Impegno a presentare per via telematica all’Agenzia delle entrate i dati in essa contenuti, precisando se la dichiarazione è stata consegnata già compilata o verrà da essi predisposta; tale impegno, da rilasciare in forma libera, deve essere datato e sottoscritto.

La data di tale impegno, unitamente alla personale sottoscrizione ed all’indicazione del proprio codice fiscale, deve essere riportata nello specifico riquadro “Impegno alla presentazione telematica” posto nel frontespizio della dichiarazione.

Entro il 30 novembre 2018 (entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione della dichiarazione)

Originale della dichiarazione i cui dati sono stati trasmessi per via telematica, redatta su modello conforme a quello approvato dall’Agenzia delle entrate unitamente a copia della ricevuta dell’Agenzia delle entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento.

Tale comunicazione prova l’avvenuta presentazione della dichiarazione e deve essere conservata dal dichiarante, unitamente all’originale della dichiarazione, debitamente sottoscritta, ed alla restante documentazione per il periodo previsto per la decadenza dall’accertamento (per il mod. Redditi 2018, fino al 31 dicembre 2023).

L’intermediario è anche tenuto a conservare la copia della dichiarazione trasmessa, anche su supporto informatico, sempre fino al termine per l’accertamento di cui sopra.

Casi particolari

Presentazione dall’estero

Le persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono presentare la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle entrate mediante spedizione effettuata dall’estero, entro il l 31 ottobre 2018, tramite raccomandata o altro mezzo equivalente dal quale risulti con certezza la data di spedizione ovvero avvalendosi del servizio telematico.

In caso di spedizione postale, la dichiarazione deve essere inserita in una normale busta di corrispondenza di dimensioni idonee a contenerla senza piegarla.

La busta deve essere indirizzata all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Venezia, via Giorgio De Marchi n. 16, 30175 Marghera (VE) – Italia e deve recare scritto, a carattere evidente:

  • cognome e nome del contribuente;
  • codice fiscale del contribuente;
  • la dicitura “Contiene dichiarazione modello Redditi – Persone Fisiche”.

La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla ricevuta di invio della raccomandata.

Dichiarazione presentata da eredi

Tutti i termini pendenti alla data della morte del contribuente o scadenti entro quattro mesi da essa, compresi il termine per la presentazione della dichiarazione e il termine per ricorrere contro l’accertamento, sono prorogati di sei mesi in favore degli eredi (art. 65, D.P.R. n. 600/1973).

Pertanto, in caso di presentazione da parte degli eredi del contribuente deceduto:

  • per le persone decedute nel periodo d’imposta o entro il mese di febbraio dell’anno successivo la dichiarazione deve essere presentata dagli eredi nei termini ordinari (31 ottobre 2018);
  • per le persone decedute successivamente, la dichiarazione (mod. Redditi 2018), in modalità telematica, deve essere presentata entro:
    • il 31 ottobre 2018, per i decessi avvenuti sino al 30 giugno 2018;
    • entro il 30 aprile 2019, per i decessi avvenuti dal 1° luglio 2018 al 31 ottobre 2018.

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SCEGLIERE UN BUON COMMERCIALISTA

Il consiglio più importante è quello di affidare un incarico ad un commercialista regolarmente iscritto all’albo serio e competente.
Un Buon commercialista ti consentirà di risparmiare tempo e soprattutto ottenere l’obiettivo di pagare meno tasse.

Il fai da te in ambito fiscale è un attività molto rischiosa in quanto vi espone a sanzioni e soprattutto si rischia di non gestire correttamente l’attività pagando più tasse del dovuto.

TIROCINIO FORMATIVO: LINEE GUIDA

Il 24 gennaio 2013 la Conferenza Permanente Stato–Regioni ha emanato le linee guida per i tirocini formativi, previste dall’articolo 1 comma 34 della L. n. 92/2012, a cui dovranno attenersi le Regioni e Province Autonome. Quando il tirocinio formativo prevede attività formative in più Regioni, occorrerà rifarsi alla normativa prevista in quella dove è stato attivato. Nonostante il tirocinio non si configuri come un rapporto di lavoro, il soggetto ospitante è tenuto a effettuare la comunicazione ai Centri per l’Impiego (ex uffici di collocamento).

Il tirocinio formativo è ritenuto una misura formativa di politica attiva e ha come fine quello di creare un contatto diretto tra il soggetto che lo ospita e il tirocinante, al fine di acquisire un bagaglio di competenze professionali che possa arricchirne le conoscenze e favorirne l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro.

Interessante è il documento dal titolo “Un quadro di qualità per i tirocini” presentato dalla Commissione Europea il 18 aprile 2012 nell’ambito della comunicazione “Verso una ripresa fonte di occupazione”, con cui viene auspicata la nascita di un “contratto di tirocinio europeo”, che dovrebbe rappresentare una guida per tutti gli stati per il raggiungimento degli obiettivi professionali e di apprendimento, la durata oltre che l’ammontare dell’importo in euro da destinare al tirocinante.

Le linee guida sui tirocini non sono applicabili:

  • ai tirocini curriculari promossi da università, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale;
  • ai periodi di pratica professionale, oltre ai tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche;
  • ai tirocini transazionali, ovvero quelli realizzati all’interno dei programmi comunitari per l’istruzione e per la formazione, quali ad esempio il Lifelong Learning Programme;
  • ai tirocini per extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso;
  • ai tirocini estivi.

Inoltre, le linee guida hanno stabilito alcuni strumenti con cui tentare di limitarne gli abusi, vale a dire:

  • il tirocinio non deve essere utilizzato per le attività lavorative per le quali non è necessario un periodo formativo;
  • il tirocinante non può in alcun modo sostituire i lavoratori assunti con contratti a termine nei periodi di picco delle attività, lavoratori assenti per malattia, maternità, ferie, né per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione dello stesso.

Interessante è l’aver stabilito l’importo minimo da devolvere al tirocinante pari a 300 euro mensili, fiscalmente inquadrato come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, che invece non deve essere corrisposto a tutti coloro che percepiscono forme di sostegno al reddito (es. fruitori di ammortizzatori sociali).

Infine, il periodo durante il quale la persona svolge tirocinio formativo non gli fa perdere lo stato di disoccupazione.

LE TRE TIPOLOGIE DI TIROCINI E LA LORO DURATA

Le tre tipologie previste dalle linee guida sono:

  • tirocini formativi e di orientamento per coloro che hanno conseguito un titolo di studio entro e non oltre 12 mesi, e hanno come finalità quella di agevolare le scelte professionali oltre alla loro occupazione. Il tutto deve avvenire tramite un percorso che preveda una formazione del tirocinante svolta a diretto contatto con il mondo del lavoro;
  • tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro rivolti in modo particolare ai disoccupati, anche in mobilità, agli inoccupati, cassaintegrati sulla base di specifici accordi che danno attuazione a politiche attive del lavoro per l’erogazione di ammortizzatori sociali;
  • tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento in favore di disabili, soggetti svantaggiati ai sensi della L. n. 381/1991, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

 

Nel testo delle linee guida è stato posto un limite massimo temporale alla durata dei tirocini, comprensiva anche di eventuali proroghe:

 

  • sei mesi per quelli formativi e di orientamento;
  • dodici mesi per i tirocini di inserimento e reinserimento;
  • dodici mesi per i tirocini svolti a favore di soggetti svantaggiati;
  • ventiquattro mesi per i tirocini svolti da disabili.

 

Per questi ultimi soggetti le Regioni e le Province Autonome potranno stabilire forme agevolative che garantiscano l’inclusione, oltre a eventuali deroghe sia in materia di durata che di reperibilità.

Il tirocinante ha diritto alla sospensione del rapporto di lavoro solo in caso di maternità o di lunga malattia, che si protragga cioè per un periodo pari o superiore a un terzo del tirocinio attuato.

NUMERO MASSIMO DI TIROCINI ATTIVABILI CONTEMPORANEAMENTE

lnumero massimo di tirocinanti che possono essere attivabili contemporaneamente, è stabilito da leggi regionali e da quelle delle province autonome.

Le linee guida, nelle more, hanno previsto quanto segue:

  • un tirocinante nelle unità operative che hanno non più di cinque dipendenti assunti a tempo indeterminato;
  • due tirocinanti nelle unità operative che hanno un numero di dipendenti assunti a tempo indeterminato compreso tra sei e venti dipendenti;
  • 10% con arrotondamento all’unità superiore, per le unità operative che hanno ventuno o più dipendenti.

Non devono essere considerati i limiti appena descritti quando vengono attivati in favore di disabili, persone ritenute svantaggiate o richiedenti asilo politico e protezione internazionale.

SOGGETTI PROMOTORI E OSPITANTI

È stato stabilito che a promuovere i tirocini formativi devono essere:

  • i servizi per l’impiego e le agenzie regionali per il lavoro;
  • istituti di istruzione universitaria statali e non statali che rilasciano titoli di studio che hanno valore legale;
  • centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale e/o orientamento, oltre ai centri operanti in regime di convenzione con la regione oppure la provincia competente, oppure risultano accreditati;
  • comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali, a condizione che risultino iscritti agli albi regionali quando esistono;
  • servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla regione;
  • istituzioni formative private senza scopo di lucro, operanti in base ad una specifica autorizzazione regionale;
  • soggetti autorizzati alla intermediazione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi del D.Lgs. n. 276/2003.

soggetti ospitanti sono gli enti pubblici o privati dove viene svolto il tirocinio formativo, i quali non ne potranno svolgere più di uno con la stessa persona, rispettando i limiti di durata previsti dalle linee guida. Di solito ci appoggiamo a sportello stage.

Sono stati stabiliti alcuni vincoli per svolgere il tirocinio. Il primo riguarda il soggetto ospitante che dovrà essere in regola con:

  • la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • la L. n. 68/1999;
  • non aver effettuato licenziamenti tranne quelli per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;
  • non avere nella stessa unità operativa procedure di CIGS o in deroga in corso per attività che siano equivalenti a quelle per le quali si intende attivare un tirocinio.

Infine, è stato chiarito che i tirocinanti non devono essere utilizzati per attività che non risultino coerenti con quelli che sono gli obiettivi formativi del tirocinio.

COME ATTIVARE UN TIROCINIO FORMATIVO E LE GARANZIE ASSICURATIVE PER I TIROCANTI

tirocini formativi sono svolti dopo la sottoscrizione di apposite convenzioni stipulate tra soggetti promotori e soggetti ospitanti sia pubblici che privati.

Alla convenzione dovrà essere allegato uno specifico progetto formativo per ogni tirocinante, utilizzando la modulistica predisposta dalle singole Regioni o Province Autonome, che dovrà essere sottoscritto dai tre soggetti coinvolti nel tirocinio: il soggetto ospitante, il tirocinante e il soggetto promotore.

Attenzione

Il progetto formativo deve essere così strutturato:

  • anagrafica: dove dovranno essere riportati i dati identificativi del tirocinante, dell’azienda o amministrazione pubblica, del soggetto promotore, del tutor individuato dal soggetto ospitante e del referente nominato dal soggetto promotore;
  • gli elementi descrittivi del tirocinio formativo, ovvero la tipologia del tirocinio che si intende attivare, il settore dell’attività economica (codici ATECO) dell’azienda o dell’amministrazione pubblica, l’area professionale di riferimento dell’attività del tirocinio (codici di classificazione CP ISTAT), sede prevalente in cui deve essere svolto il tirocinio, gli estremi identificativi delle assicurazioni, la durata e il periodo di svolgimento del tirocinio, l’entità dell’importo corrisposto al tirocinante;
  • specifiche del progetto formativo: indicazione, quando possibile, della figura professionale di riferimento, l’attività da affidare al tirocinante durante il periodo di tirocinio formativo, gli obiettivi e le modalità di riferimento del tirocinio, le competenze da acquisire con rifermento alla figura professionale di riferimento;
  • diritti e doveri delle parti coinvolte nel progetto di tirocinio formativo: tirocinante, tutor e soggetto promotore.

Spetta al soggetto promotore, tranne per diverse disposizioni previste nella convenzione, assicurare il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro presso l’Inail e per responsabilità civile verso terzi accendendo una idonea polizza presso una compagnia di assicurazione.

Se il soggetto promotore è una pubblica amministrazione nel testo della convenzione dovrà essere definita la modalità attraverso cui il soggetto ospitante potrà assumere a suo carico l’onere delle coperture assicurative.

I COMPITI DEI SOGGETTI COINVOLTI NEI TIROCINI

I compiti del soggetto promotore sono i seguenti:

  • favorire l’attivazione dell’esperienza del tirocinio, supportando il tirocinante e il soggetto ospitante nella fase di avvio delle procedure amministrative oltre che nella predisposizione del progetto;
  • individuare un tutor o un referente come responsabile organizzativo del progetto;
  • promuovere il buon andamento dell’esperienza di tirocinio attraverso una attività di monitoraggio;
  • rilasciare l’attestazione dei risultati ottenuti specificando le competenze acquisite, considerando la valutazione del soggetto ospitante, che dovranno essere riportate nel libretto formativo, purché il tirocinante abbia partecipato ad almeno il 70% della durata prevista dal progetto formativo;
  • contribuire al monitoraggio territoriali dei tirocini formativi, predisponendo annualmente un rapporto sintetico di analisi dei tirocini svolti, evidenziandone i risultati raggiunti in termini di inserimento/reinserimento lavorativo. Questo rapporto dovrà essere inviato alla Regione o Provincia Autonoma e dovrà essere disponibile tramite la pubblicazione sul sito internet del soggetto promotore.

Il soggetto ospitante ha invece i seguenti compiti:

  • stipula della convenzione con il soggetto promotore, con cui dovrà stabilire il progetto formativo;
  • designazione di un tutor, individuato tra i propri lavoratori che hanno competenze professionali adeguate e coerenti con il progetto formativo individuale, che affianchi il tirocinante sul luogo di lavoro;
  • valutazione dell’esperienza svolta dal tirocinante in modo che il soggetto promotore possa rilasciare l’attestazione dell’attività svolta e delle competenze eventualmente acquisite.

Il tirocinante deve attenersi obbligatoriamente a quanto previsto nel progetto formativo svolgendo le attività concordate con il tutor.

IL RUOLO DEI TUTOR

Sia il soggetto promotore che il soggetto ospitante nominano un tutor con compiti differenti.

Il tutor o referente individuato dal soggetto promotore deve svolgere i seguenti compiti:

  • collaborare alla stesura del progetto formativo relativo al tirocinio;
  • coordinare l’organizzazione e programmare il percorso del tirocinio;
  • monitorare l’andamento del tirocinio, garantendo il rispetto di quanto previsto nel progetto avendo l’obiettivo di assicurare la soddisfazione da parte del soggetto ospitante e del tirocinante;
  • acquisire dal tirocinante elementi relativi alla esperienza svolta e agli esiti della stessa, riferendosi in modo particolare a una eventuale prosecuzione del rapporto intrapreso con il soggetto ospitante, se differente dalla pubblica amministrazione;
  • concorrere alla redazione dell’attestazione finale, considerando gli elementi che vengono forniti dal soggetto ospitante.

Il soggetto ospitante invece è tenuto a nominare un tutor che ha la responsabilità dell’attuazione del piano formativo, oltre che dell’inserimento e affiancamento del tirocinante sul luogo di lavoro per tutto il periodo relativo al progetto formativo. La persona da nominare come tutor deve essere in possesso di esperienze e competenze professionali adeguate che garantiscano il raggiungimento degli obiettivi previsti dal tirocinio. A un singolo tutor possono essere affidati al massimo tre tirocinanti contemporaneamente.

I compiti riservati al tutor del soggetto ospitante sono i seguenti:

  • favorire l’inserimento del tirocinante;
  • promuovere l’acquisizione delle competenze, rispettando le previsioni del progetto formativo, coordinandosi anche con altri lavoratori del soggetto ospitante;
  • aggiornare la documentazione prevista per i tirocini (es. registri) per l’intero periodo degli stessi;
  • accompagnare e supervisionare il percorso formativo del tirocinante.

Sono previste anche forme di collaborazione tra le due figure di tutor che si identificano come segue:

    • nella definizione delle condizioni organizzative e didattiche favorevoli all’apprendimento;
    • nel garantire il monitoraggio dello stato di avanzamento del percorso formativo del tirocinante, tramite modalità di verifica in itinere e a conclusione dell’intero processo;
    • nel garantire il processo di attestazione dell’attività svolta e delle competenze eventualmente acquisite dal tirocinante.

L’ATTIVITÀ ISPETTIVA E LE SANZIONI APPLICABILI

Saranno le Regioni e le Province Autonome a controllare che ci sia il corretto utilizzo dei tirocini, cercando di prevenire eventuali forme di abuso dell’istituto.

Qualora il tirocinio attivato non dovesse risultare conforme alla nuova disciplina e alla normativa regionale di riferimento, spetterà al personale ispettivo trasformarlo in un rapporto di lavoro subordinato applicando le sanzioni amministrative dovute (es. sanzioni sul libro unico del lavoro, prospetto paga, dichiarazione di assunzione), oltre al recupero dei contributi previdenziali ed assicurativi non pagati.

Inoltre, qualora al tirocinante non venisse corrisposta l’indennità prevista, sarà comminata una sanzione nei confronti del soggetto ospitante compresa tra 1.000 e 6.000 euro, oltre alle sanzioni previste dalla L. n. 689/1981.

Le regioni dovranno prevedere apposite norme che regolino i casi di inadempienza da parte dei soggetti promotori, rispettando quanto previsto dalle disposizioni nazionali in materia.

Pace fiscale ed effetti sulla rottamazione

Oggi scade il termine per effettuare il versamento della quinta ed ultima rata della rottamazione delle cartelle riguardante i carichi 2000- 2016 e la seconda rata riguardante i carichi 2017. La scadenza è importante in quanto il mancato versamento anche di una sola rata determina la decadenza dai benefici. In tale ipotesi torneranno ad essere dovute le sanzioni piene oltre gli interessi di mora.

Nel frattempo i contribuenti sono in fibrillazione perché attendono il decreto legge collegato alla Manovra economica 2019. Il provvedimento dovrebbe essere molto corposo e contenere, oltre ad un “pacchetto” sulle semplificazioni, anche la tanto attesa “pace fiscale”. I contribuenti sfogliano la margherita per comprendere cosa fare per ciò che riguarda la scadenza di oggi. In particolare, si interrogano sul da farsi cercando di comprendere se versare o meno la rata in scadenza.

Non è facile prendere una decisione anche perché durante questi giorni si sono susseguite e si sono accavallate una serie di notizie contrastanti che potrebbero favorire, a seconda dei casi, l’una o l’altra scelta. Esaminiamo punto per punto quali possono essere gli elementi in grado di condizionare la decisione finale.

Il limite della “pace fiscale”
Indipendentemente da ogni valutazione i contribuenti devono essere consapevoli della circostanza che il legislatore fisserà una soglia massima per fruire della “pace fiscale”. Inizialmente, almeno secondo uno dei due schieramenti politici coinvolti sembrava che il predetto limite dovesse essere pari a un milione di euro. In altri casi si è parlato di un limite molto più basso di 100.000 euro. E’ possibile che ci si incontri a metà strada prevedendo un limite pari a 500.000 euro.

Dovrà poi essere compreso come la soglia sarà determinata. E’ possibile che si faccia riferimento alle sole imposte, ad eccezione delle fattispecie che interessano esclusivamente le sanzioni. In ogni caso, laddove la rottamazione dovesse riguardare importi molto elevati, il contribuente potrebbe di fatto aver superato la soglia massima, salvo il caso in cui il limite non debba essere calcolato sull’importo residuo a debito.

Il mancato pagamento della rottamazione
Una delle possibilità allo studio riguarda il differimento delle rate delle diverse rottamazioni in scadenza. Oltre alla quinta rata della definizione delle cartelle riguardanti il periodo 2000/2016, oggi scade anche la seconda rata della rottamazione della cartelle i cui importi sono stati affidati per la riscossione al concessionario dal 1 gennaio al 30 settembre 2017.
In generale si sta pensando di prevedere una proroga delle rate in scadenza, ma anche di “ripescare” i contribuenti che hanno aderito al provvedimento e che hanno omesso il versamento di una o più rate. In questo caso, laddove le misure dovessero essere confermate, il mancato pagamento delle rate in scadenza oggi 1° ottobre non darà presumibilmente luogo alla decadenza dai benefici.

L’accesso alla “pace fiscale”
Quella precedentemente illustrata è solo una delle possibilità. Non si può escludere completamente, però, che il mancato pagamento delle rate aventi scadenza in data odierna, determini la decadenza dalla “rottamazione”. In tale ipotesi saranno sicuramente dovute le sanzioni e gli interessi di mora dovuti al mancato pagamento della cartella. Non si può neppure escludere che il decreto legge collegato alla Manovra economica contenga una disposizione che impedisca ai contribuenti decaduti dalla rottamazione (a causa del mancato o tardivo pagamento di una delle rate) di accedere alla “pace fiscale.

Il 1 gennaio 2019 si avvicina e si vanno via via ampliando gli strumenti messi a disposizione da parte dell’Agenzia delle Entrate a favore dei contribuenti, per consentire loro di ottemperare al nuovo obbligo di fatturazione in esclusiva modalità elettronica.

Dopo l’ampliamento delle funzionalità della piattaforma Fatture e Corrispettivi, con l’attivazione del servizio di generazione del QRCode e la possibilità di registrare l’indirizzo telematico di recapito preferenziale, nonché il servizio di conservazione sostitutiva gratuito (previa adesione al contratto di servizio), e la possibilità di conferire direttamente via web delega ad uno o più servizi agli intermediari, arrivano ora gli strumenti informativi ed un restyling del sito internet, con la creazione di una sezione appositamente dedicata alla e-fattura, nella quale reperire tutto il materiale inerente e tramite la quale accedere rapidamente ai diversi siti e servizi necessari ad adempiere.

Sono stati messi a disposizione sul sito dell’Agenzia, nel pomeriggio di giovedì 27 settembre, una serie di nuovi strumenti divulgativi, pensati per agevolare i contribuenti nell’affrontare la rivoluzione digitale:

  • Una guida pratica per i contribuenti, che brevemente illustra il concetto di fattura elettronica e le modalità di recapito, basate sul Sistema di Interscambio, oltre ad illustrare i diversi software rilasciati dall’Agenzia delle Entrate, sia per postazioni computer singoli (stand alone), che per devices mobili (Android o IOS), così come la piattaforma web Fatture e Corrispettivi.
  • Video tutorial (fruibili dal canale You Tube dell’Agenzia https://www.youtube.com/user/Entrateinvideo/featured). Al momento sul canale video dell’Agenzia, per quanto riguarda l’ambito e-fattura sono disponibili due interventi, uno riguardante il QRCode e l’altro, di più ampio respiro, relativo alla fatturazione elettronica in genere, ma non è da escludersi che in futuro ne vengano resi disponibili altri.

La guida operativa pubblicata è presentata dell’Agenzia come uno strumento dal taglio pratico, che dovrebbe accompagnare il contribuente nel passaggio dal cartaceo al digitale, partendo con il fornire un quadro di insieme: chi ricade nell’obbligo e chi è esonerato, quali sono i vantaggi e come funziona il Sistema di interscambio, il “postino” che si occupa di far viaggiare le fatture elettroniche (non prima di averle verificate).

Un apposito capitolo, inoltre, è interamente dedicato ad illustrare tutti i servizi messi a punto dall’Agenzia, forniti gratuitamente agli operatori e tramite i quali emettere, inviare e conservare i documenti fiscali:

  • ia procedura web, disponibile sul portale “Fatture e Corrispettivi” presente sul sito internet dell’Agenzia, ovvero quella piattaforma nel suo insieme, per accedere alla quale occorrono le credenziali Spid (“Sistema pubblico dell’identità digitale”) o quelle di Fisconline o Entratel, oppure essere in possesso di una Carta nazionale dei servizi (Cns);
  • il software “Fattura Elettronica”, da installare su personal computer, che permette di predisporre la fattura anche in assenza di una connessione a internet (che tuttavia è comunque indispensabile per la successiva fase di trasmissione e ricezione dei files fattura, a meno che questo non sia delega a terzi);
  • l’app “Fatturae” per smartphone o tablet aventi sistema operativo Androis o IOS, scaricabile gratuitamente dagli stores Android e Apple, e che consente di generare la fattura elettronica e di trasmetterla al Sistema di interscambio, cui si accede con le stesse credenziali richieste per entrare nel portale “Fatture e Corrispettivi”.

Per quanto riguarda la guida, si tratta di quattro capitoli in tutto, corredati da molte immagini tratte dagli applicativi resi disponibili dall’Agenzia, tesi ad illustrare quanto occorre sapere sul nuovo obbligo, introdotto dall’ultima legge di bilancio (legge 205/2017), che prevede a partire dal 1° gennaio 2019, a carico degli operatori Iva, soggetti residenti o stabiliti in Italia, l’obbligo di emettere e ricevere le proprie fatture per cessioni di beni e prestazioni di servizi esclusivamente in modalità elettronica, sia con riferimento agli altri operatori Iva (operazioni B2B, cioè Business to Business), sia con riferimento ai consumatori finali (operazioni B2C, cioè Business to Consumer), fatti salvi i soggetti espressamente esonerati, ovvero gli operatori che rientrano nel “regime di vantaggio” (art. 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011) e quelli che rientrano nel “regime forfettario” (art. 1, commi da 54 a 89, L. 190/2014), nonché i produttori agricoli in regime di esonero dagli adempimenti.

Per quanto riguarda i video, come si è detto, uno è sostanzialmente una guida che spiega in termini generali il “sistema fatturazione elettronica”, mentre il secondo è più specifico, in quanto interamente dedicato al QRCode. Più precisamente, quest’ultimo contributo video è rivolto a evidenziare i vantaggi del codice a barre bidimensionale, che potrà essere mostrato al fornitore tramite smartphone, tablet o su carta, per consentire l’acquisizione automatica e senza il rischio di errori dei dati anagrafici necessari per predisporre la fattura.

Tutto questo e molto altro ancora è ora riunito nella neo inaugurata nuova sezionedel sito dell’Agenzia delle Entrate, interamente dedicata alla fatturazione elettronica.

La sezione svolge la funzione di raccoglitore di tutto quanto riguarda l’argomento, dalle guide alla normativa e la prassi, con link diretti agli ulteriori siti tramite i quali concretamente si va ad operare, primo su tutti il portale Fatture e Corrispettivi (https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/).

Sarà dunque questo nuovo raccoglitore, denominato Fatture elettroniche e corrispettivi, il punto di riferimento d’ora innanzi per rintracciare in un unico luogo virtuale tutte le informazioni rilasciate dall’Agenzia in materia di e-fattura, a partire dai documenti di prassi e di norma, quali il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018, che ha fissato il paletti tecnici del tracciato XML del file fattura, per arrivare a strumenti di carattere maggiormente divulgativo, come la nuova guida pratica, il collegamento a video tutorial presenti sul canale Youtube dell’Agenzia e la pagina con i servizi gratuiti per predisporre, inviare, conservare e consultare le fatture elettroniche.

COME CAMBIARE COMMERCIALISTA

dalla revoca del mandato alle comunicazioni necessarie

Scegliere il commercialista giusto è una missione possibile?

Il tuo futuro commercialista deve capire cosa vuoi, consigliarti e comprendere quale  è la tua professione

Cambiare commercialista è un passaggio delicato. Come farlo nel modo corretto? Tutti i dettagli: dalla revoca del mandato alle comunicazioni necessarie.

Nel momento in cui si prende la decisione di cambiare commercialista è necessario fare alcuni passi e prestare attenzione ad alcune cose per evitare problemi con il vecchio professionista o contestazioni con la stessa amministrazione finanziaria.

La revoca del mandato

Bisogna verificare prima di tutto se il mandato è stato conferito con atto scritto oppure solo verbalmente e, nel primo caso, verificare i termini previsti per poterlo eventualmente revocare.

Nell’esempio proposto quindi, qualunque sia la motivazione che spinge a chiedere la revoca del mandato al commercialista, il mandato conferito in forma scritta può essere revocato sempre e senza alcun obbligo di motivazione (e senza dover inserire il riferimento a particolari leggi), dovendo tuttavia rispettare i termini contrattuali relativi alla disdetta.
Nella lettera, che deve essere spedita con raccomandata A/R, sarebbe opportuno che venisse specificato, avendo il commercialista tenuto la contabilità per tutto l’anno, che tutti gli adempimenti e le dichiarazioni fiscali rimangono a suo carico, cosa che non sempre è scontata.

Resta inteso poi che con la revoca dovranno essere riconsegnati i registri contabili, i registri IVA, e tutta la documentazione fiscale e tributaria; sarete comunque tenuti a corrispondere le spese sostenute ed ovviamente si dovrà corrispondere al commercialista il compenso dovuto per l’opera svolta come contrattualmente previsto.

Provvediamo a mandare la raccomandata al tuo vecchio commercialista e  recuperare tutti i documenti.

Vorrei chiedervi se il datore di lavoro può effettuare una modifica dell’orario di lavoro  liberamente. È possibile modulare l’orario unilateralmente o occorre obbligatoriamente il consenso anche del datore di lavoro?

Prima di rispondere al quesito posto, vale la pena specificare che la modulazione dell’orario di lavoro da parte del datore di lavoro è differente a seconda del tipo di lavoro in essere, ossia:
1. se si tratta di lavoro part-time, scattano tutte quell’insieme di nuove norme introdotte dall’art. 4-12 del D.Lgs. n. 81/2015, e quindi entrano in gioco le clausole flessibili che disciplinano le modalità attraverso le quali la distribuzione dell’orario di lavoro può avvenire;
2. differente è il caso del lavoro a tempo pieno. In quest’ultimo caso non esiste una norma specifica, ma esiste un noto principio generale che da un lato assegna al datore di lavoro l’attribuzione di determinare l’orario di lavoro (ciò avviene unilateralmente all’atto della costituzione del rapporto di lavoro mettendolo per iscritto nel contratto). 

I principi generali riconoscono dunque al datore di lavoro la possibilità di mutare l’orario di lavoro unilateralmente purché tale modifica sia sorretta e giustificata da esigenze organizzative ed oggettive connesse appunto all’organizzazione e produzione del lavoro.

In caso contrario, tale potestà del datore di lavoro non può diventare arbitrio.

Quindi, la risposta al quesito posto è affermativa ma con un distinguo:
Ø il datore di lavoro può mutare l’organizzazione e la distribuzione dell’orario di lavoro, ma tale mutamento deve essere giustificato da ragioni oggettive connesse alla produzione e alla organizzazione del lavoro e non già a mere determinazioni arbitrarie dello stesso datore di lavoro.

 

Lo Studio resta a disposizione per eventuali consulenze ad hoc di dipendenti per la corretta applicazione e rispetto del contratto collettivo.